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Il dono di una figlia

Sposati nel 2006, abbiamo provato per anni ad avere un figlio, ma nonostante le cure e gli interventi, le risposte dei medici erano sempre le stesse: «Andando avanti con l’età, la sua riserva ovarica si sta esaurendo, per cui le possibilità di concepire sono veramente scarse; nell’ordine dell’1%». Questa “sentenza” mi procurava anche sensi di colpa nei confronti di mio marito, anche se lui mi rassicurava in continuazione, infondendomi serenità e fiducia. L’ultimo ennesimo insuccesso, a giugno del 2011, mi lasciò esausta, fisicamente e psicologicamente. Cominciammo anche a pensare all’adozione e a frequentare un apposito corso, sebbene non avessimo abbandonato l’idea di avere un figlio nostro naturale. A ottobre, recatosi in chiesa per un certificato, mio marito conobbe una suora con la quale si confidò e lei, dopo avergli parlato con ottimismo e di esperienze simili alla nostra, gli consigliò di frequentare la Comunità Gesù Risorto, che ogni venerdì si incontra nella nostra parrocchia. L’approccio fu veramente particolare, perché non avevamo mai sentito pregare in quel modo, ma a poco a poco ci sembrò tutto più naturale. La cosa che più ci colpì fu che persone appena conosciute pregassero così intensamente per noi e per i nostri desideri: una vera dimostrazione di amore e di come la sua stessa forza ci potesse contagiare. In uno di questi incontri i Responsabili della Comunità ci imposero le mani. A me, ripetendo la frase più volte, dissero: «Il Signore ci sta dicendo che tu diventerai madre». Io e mio marito ci guardammo negli occhi e in me si irradiò un senso di calore in tutto il corpo, accompagnato da un senso di pace, gioia e serenità mai provato prima. «Sia fatta la tua volontà, o Signore» ripetevo a me stessa. Dopo circa due mesi ho scoperto di essere incinta e oggi, grazie a Dio, siamo diventati genitori di Chiara, una bimba bellissima e vivace. Abbiamo capito che, se ti affidi al Signore, le grazie arrivano sempre e vogliamo ringraziare tutte le persone della Comunità che ci aiutato.

 

Angela e Fabrizio

Parr. “Martiri Portuensi” – Roma