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Ora i miei occhi ti vedono

Non è possibile che tutto ciò avvenga, sembra uno strano sogno, invece è la realtà più realtà… e sta avvenendo proprio a me.

Fino a poco tempo fa, mi sembrava di condurre una vita “normale”, tranquilla: il lavoro, la famiglia, i sacrifici, i miei desideri, i miei successi, le mie ambizioni. La società in cui competere… poi la casa (bene primario), la TV, le “pantofole”… il mio guscio privato… il mio sepolcro, dico ora!

Il mondo. Il mondo che spesso va a rotoli, la sofferenza, la fame, le malattie, le missioni impossibili, la tecnologia, le scoperte genetiche. Il computer, internet (buona cosa se usata bene!)… Internet, il “succhiamente” di tanta gente, tanta brava gente, tanti figli di Dio. Anch’io! Troppo impegnati a scoprire le novità, conoscere tutto il mondo, da un capo all’altro. Cerchiamo i contatti, ci apriamo a una dimensione di contatti di ogni genere, arricchendoci di conoscenza, di cultura, di probabili affari. È straordinario mettersi in contatto visivo con la parte opposta del globo terrestre! Puoi sapere tutto e vedere tutto ciò che esiste al mondo, senza più dover uscire di casa, dalla tua camera, sulla poltrona più comoda, fino a che ti bruciano gli occhi, la mente… la nostra memoria è infinita. …È una trappola diabolica, non sai più guardare a ciò che è vero, a ciò che è vivo, non hai più tempo, entri in una corsa assurda da cui non sai più fermarti… Non sai più cos’è desiderare di vedere dal vivo un prato, sentire l’odore dell’erba, toccare un fiore… Non sai più sentire la presenza di Dio, forse non ti vuoi nemmeno più chiedere se c’è… Non puoi fermarti a farti domande infantili. La tecnologia avanza e se mi fermo resto indietro (a chi poi?)

Vogliamo sentirci tutti al passo con il tempo. Il prestigio personale, la moda, guai non essere al passo con le mode, cioè ciò che fan tutti, o molti. Anche nei “contatti spirituali” con le mode nello spirito possibilmente. Se lo fanno gli altri, se c’è scritto sulle riviste al “passo”, posso, devo, farlo anch’io. Cosa? Non si sa bene. Camminiamo a branchi, l’importante è far parte di uno; i gruppi di ballo e i balli di gruppo, per sentirsi parte di qualcosa, uniti a qualcuno.

Libertà, libertà nei movimenti: sport, corsa, cultura del corpo, branchi di sportivi improvvisati. Tutto è buono se ci fa bene, ben venga lo sport sano. La moda: tutto ciò che ci fa sentire diversi fa moda, l’importante è sfiorare la volgarità, altrimenti non fa moda. Orecchini, indispensabili per sentirsi parte di altri branchi… Ma chi ce lo fa fare? Mi chiedo, chi ci impone questi canoni così contorti?

Basta! La confusione è a mille, sfiniti, annoiati di ogni cosa, qualche volta ammalati, torniamo in noi e spesso caschiamo nel vuoto di noi stessi: stress, depressione, malattie psicosomatiche… quasi fan moda anche queste, sotto forma di vari nomi. Ci distruggiamo senza saperlo, perché ancora nessuno ci ha mai detto convinto: Dio c’è, è risorto, io l’ho incontrato!.

Ma arrivi tu, ci sei tu Gesù che vieni a cercarci, che salvezza!

Mi hanno invitato a pregare, di questi tempi c’è gente (chissà chi è, e come è) che, oltre la Messa, prega. Mah!

Tutti pazzi! Mani alzate, canti festosi e volti già visti che… È assurdo, tutto questo sembra assurdo, me ne vorrei andare, ma resto, forse curiosa, forse un po’ inebetita da ciò che vedo…

Quale grande fortuna essere restata…

Fortuna o progetto di Dio?

Sicuramente timore di Dio per me.

Tutta quella gioia, che festa ora ho nel cuore, che dono Signore! (Dov’ero prima? Chi ero? Dove andavo?)

Possibile che fuori c’è traffico, è sabato: la spesa… sta passando un’ambulanza, mi punge il cuore, l’aria puzza di smog… E qui si loda Dio e lo si ringrazia? Voglio capire, entro davvero…

È la Comunità Gesù Risorto che prega, che invoca lo Spirito Santo e chiede al Padre “venga il tuo Regno”… ed è già qui, lo vedo! Il Regno di Dio è già qui.

Altro che internet, da un capo all’altro!… Qui oltrepassiamo il tempo, lo spazio, entriamo nell’infinito, nell’Eterno, nella dimensione dell’Amore.

Questo è toccare la felicità e non ha prezzo… o lo ha? È un baratto meraviglioso e convenientissimo: doni una vita vuota a Dio e Lui non solo te ne dà una nuova, ma ti adotta come figlio e tu non puoi avere più paura di niente, crollasse il mondo!

Hai Dio per Padre, col nome più facile che hai potuto imparare: Gesù, è Gesù! Chi altri può far questo.

Lo ammetto si fatica un po’ per oltrepassare la soglia della ragione, ma ora che ci sono, so che tutto il resto della mia vita mi serve per ringraziarlo del dono della Comunità, che me lo ha fatto incontrare. La tua Grazia vale più della vita…

Sembra impossibile ma è verissimo. Non è follia collettiva, non ha niente a che vedere con le mode e con la “voglia di sacro”. Non è sentimentalismo per pochi, non è autosuggestione, non è voglia di piangere. Qui cade la maschera e ti ritrovi a guardare quello che sei davvero. La creatura del Creatore, luce che va alla Luce. Qui guarisci dentro l’anima e nel corpo, qui puoi sorridere, gioire, amare come non hai mai potuto fare e gridare: sono felice! (Trovatemi chi lo grida al mondo come noi!). Mi è nata dentro l’ansia di annunciare Dio, l’ansia di incontrarmi con Lui, l’ansia gioiosa di trovarmi coi fratelli… Scopro una spinta interiore che non sapevo di avere, scopro chi sono nel Battesimo ricevuto. Scopro il dono dei doni: lo Spirito Santo.

Sembra un tuffo incredibile: la preghiera, il seminario, questa nuova effusione di Spirito Santo, rinasco davvero o vivo solo adesso?

L’affetto incredibile di questa gente, altro che libertà nei movimenti del ballo, qui c’è la libertà di essere quello che sei!

Balliamo pure, ma per Dio. Abbranchiamoci pure, ma per Dio, gridiamo forte, muoviamoci, tifiamo pure, ma per Dio! Non un idolo, questo è Dio!

Si parte per il Convegno: i soldi, il tempo, il lavoro, non pensiamo più agli impegni improrogabili, perché l’impegno primario ora è con Dio. Mi sento un po’ “fuori”: pazza? Ma è una bella pazzia questa. Sono, siamo, impazziti per Gesù. Non lo hanno detto anche a Lui in fondo? Un folle che si fa crocifiggere per Amore. Se follia è anche la mia, non importa. Non m’importa se per questa Vita Santa che mi viene offerta devo crocifiggere la mia vecchia vita, ora stesso dico Sì.

Può far male, fa soffrire… ma vale tutto! Lo hai detto tu Gesù, ed io ci credo: Chi perde la propria vita per me, la troverà!.

Andiamo a vivere, fratelli; c’è ancora tanta gente buona che non sa che Dio c’è, che Gesù è Risorto e noi che prima lo avevamo solo “sentito dire, ora che i nostri occhi lo vedono, non possiamo più tacere”.

W la Trinità.

Mariella Morgese – delegata diocesana

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