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Testimonianze – Giugno 2003

Dopo mesi di dubbi ed esitazioni, finalmente approdai alla preghiera carismatica della Comunità Gesù Risorto, che un ragazzo mi aveva annunciato all’Università.

Presi questa decisione soprattutto spinta dalla sensazione di serenità e di pace che mi aveva trasmesso questo giovane mentre mi parlava di Gesù, di tutte le meraviglie che Lui aveva operato nella sua vita e di tutto l’amore che Dio Padre gli aveva donato e fatto sperimentare. E quando quel martedì sera andai all’incontro scoprii che quella pace e quella luce trasparivano anche dagli occhi di tutte le altre persone presenti, cosa che mi stupì non poco.

Pregammo, leggemmo un brano della Bibbia, cantammo, poi una responsabile annunciò una guarigione da fortissime cefalee; io ne soffrivo molto, ma non capii che questo potesse riguardarmi. Solo una volta tornata a casa notai qualcosa di nuovo, di cambiato nel mio volto e sentii che il Signore aveva sempre vegliato su di me e che ora aspettava soltanto che gli aprissi il mio cuore.

Così passarono alcuni giorni e mi accorsi di non avere più quei terribili dolori alla testa con cui mi svegliavo normalmente.

Ma questo fu solo il primo prodigio che Gesù fece per me. Soffrivo da due anni di un’infezione da ureoplasma, a causa del quale avevo girato numerosi ospedali e cambiato tanti ginecologi. In uno degli ultimi controlli mi fu detto che le numerose medicine che assumevo non solo non erano efficaci ma potevano procurarmi la sterilità. Così quando mi consigliarono altri farmaci mi rifiutai di prenderli: non avevo più speranza di guarire e inoltre cominciavo a sentirmi diversa da tutte le mie amiche. Ciò nonostante cominciai a rivolgermi a Gesù, a ringraziarlo tutti i giorni per quella malattia e a offrirgli la mia sofferenza come segno del mio amore per Lui.

Dopo qualche tempo tornai in ospedale a ritirare il referto del tampone e lessi che l’infezione era scomparsa. Ero stata nuovamente guarita e ora non avevo alcun dubbio: mi aveva guarito Gesù!

Claudia – Parr. “S. Maria Ausiliatrice” – Roma

TESTIMONIARE SEMPRE LE GUARIGIONI ANNUNCIATE
Dal ritiro regionale del Lazio

Soffrivo da anni di lombosciatalgie dovute a fenomeni di degenerazione discali, con manifestazioni artrosiche molto dolorose e presenza di una protrusione posteriore. Successivamente si era aggiunta una spina calcaneare plantare bilaterale, che mi procurava sofferenze indicibili e impediva i miei movimenti. Avevo dolori atroci di notte e di giorno, da ferma e in movimento; non riuscivo a girarmi nel letto e ad alzarmi senza essere aggrappata a qualcuno o a qualcosa. Anche il lavarmi e il vestirmi era diventato un serio problema e tutto ciò che facevo con grandi difficoltà e enorme sforzo era accompagnato da lamenti e lacrime.

Superando non pochi problemi organizzativi, il 12 gennaio con mio marito ci recammo all’incontro di preghiera di Ciampino. Durante la lode che si innalzò potente piansi continuamente e chiesi al Signore di alleviare i forti dolori che impedivano la mia autonomia.

Di lì a poco un animatore annunciò che Gesù guariva dalle malattie muscolo-scheletriche e invitò a imporre le mani sulle parti doloranti e malate; lo feci e sentii un forte calore trapassare il cappotto e le tre maglie che indossavo.

Anche durante l’Adorazione Eucaristica, nel pomeriggio, avvertii lo stesso calore lungo la schiena, fino ai talloni, e un forte dolore alla gamba sinistra, come se qualcuno la stesse torcendo.

Fui tentata di alzarmi, poiché ero in ginocchio, ma un pensiero o una voce mi disse: . Rimasi.

La sera, a casa, nonostante la giornata faticosa, mi accorsi di non avvertire alcun sintomo doloroso e l’indomani mi alzai senza difficoltà e presi a camminare sicura e leggera.

Ero sorpresa e contenta.

Dopo tre giorni comunicai questa bella notizia alla mia famiglia, riunita per le festività natalizie e alla mia Comunità, che insieme a me ringraziò di cuore il Signore.

Ora posso vivere la mia vita con autonomia e ciò mi dà sollievo e pace.

Gerardina – Parr. “S. Cuore” – Guidonia

Da molto tempo soffrivo per un dolore continuo al gomito e al polso del braccio sinistro e le medicine prescrittemi non avevano ottenuto nessun risultato. Al ritiro regionale del Lazio un fratello, che animava la preghiera, annunciò che Gesù era in mezzo a noi, nell’assemblea, e stava toccando e guarendo un gomito e un polso. Istintivamente mi rivolsi al mio vicino dicendogli: . Difatti così è stato; il braccio ora funziona meglio di prima.

Grazie Gesù, perché a 79 anni ancora non finisci di stupirmi.

Loreto – Roma

Era il giorno prima del ritiro Regionale del Lazio e io pensavo di non potervi partecipare innanzitutto perché non mi sentivo bene e poi perché si erano scatenati diversi problemi familiari… ma pregai molto chiedendo al Signore di intervenire.

Il giorno successivo mio marito, che tra l’altro non viene neanche in Comunità, sapendo quanto per me fosse importante mi tranquillizzò, mi incoraggiò e mi convinse ad andare.

Allora tra la gioia e l’emozione mi affrettai a “prepararmi”… aprii l’armadio per scegliere una maglia da indossare… e me ne cadde tra le braccia una di colore verde che era da un po’ che non mettevo più.

Non molto convinta la indossai… e qui viene il bello!

Durante la preghiera comunitaria venne annunciata una guarigione al ginocchio di una sorella con la maglia verde… e io, che da sempre ho problemi al ginocchio, l’ho sentita subito per me.

Iniziai a toccarmi il ginocchio, allungai la gamba, mi inchinai e con mia grande sorpresa riuscii a fare tutto!

Che grande emozione! Le sensazioni provate quel giorno sono state così belle che sono difficili da descrivere.

Maria Pia – Parr. “S. Silvia” – Roma

SONO STATO UN USURAIO

Frequento la Comunità Gesù Risorto da circa un anno insieme a mia moglie. Dal primo incontro di preghiera a cui ho partecipato la mia vita è cambiata completamente.

Vivevo lontanissimo dal Signore e non entravo mai in chiesa, non ci sono entrato neanche al funerale di mio padre. Ero usuraio, prestavo i soldi con interessi altissimi e tanto più erano bisognose le persone che si rivolgevano a me tanto più aumentavo i tassi, tanto che i miei creditori non si liberavano mai dei loro debiti. In ogni negozio in cui entravo c’era sempre qualcuno che mi doveva dei soldi e che non avrebbe fatto in tempo tutta la vita a restituirmi quanto mi doveva, quindi anche dai negozi prendevo tutto senza pagare.

Facevo continuamente del male, coinvolgendo a volte persone innocenti che nulla sapevano della mia vita e di questi “affari”. E mi circondavo di brutta gente per dare credibilità alla mia immagine.

Ero schiavo del denaro: qualunque affare mi veniva proposto in cambio di un facile e alto guadagno, io lo accettavo, anche se si trattava di azioni illecite e immorali. Ho minacciato la vita delle persone, picchiato chiunque osava contraddirmi o sfidarmi, perseguitato chi non aveva da mangiare per sé e per i suoi bambini. La sete di denaro mi spingeva sempre più lontano; facevo anche il contrabbandiere di sigarette e per questo sono stato anche un anno agli arresti domiciliari.

Ma questo carcere non è stato nulla rispetto a quello in cui ero costretto a vivere, io e la mia famiglia, a causa della vita che conducevo. Ero sempre minacciato di morte, vivevo con la paura di uscire di casa. A un mio amico, che conduceva la mia stessa vita, spararono mentre eravamo insieme, e io ancora di più vivevo nella paura, ma quanto più la paura cresceva tanto più mi mostravo violento perché nessuno osasse sfidarmi. Imbrogliavo la gente anche per poche lire, ad esempio riscuotendo offerte in nome dei santi, oppure fingendo di sbagliare a dare il resto quando vendevo nei mercati.

Tutto fino a quel primo incontro di preghiera. Ci sono andato per far felice mia moglie e mi sono sentito fuori luogo: come potevo unirmi a quella lode, io che conducevo una simile vita? Pensavo che, per essere degno di pregare il Signore, avrei dovuto cambiare vita, ma allora come avremmo vissuto io e la mia famiglia?

Dopo poche settimane che frequentavo gli incontri di preghiera, mi arrivò a casa un telegramma per partecipare a un concorso per un lavoro in Provincia. Ci andai senza alcuna speranza: partecipavano oltre mille persone, con alti titoli di studio e con una fedina penale certamente più pulita della mia. Ma il Signore volle che quel concorso lo vincessi io, e così fui assunto a tempo indeterminato. Io e mia moglie avevamo da anni comprato una casa che per problemi legali non era mai diventata nostra. Una sera a un incontro di preghiera fu annunciato che una situazione ormai cronica da anni sarebbe cambiata. Il giorno dopo l’avvocato ci ha comunicato che la pratica che ci impediva di entrare in possesso della nostra casa si era sbloccata e presto ne saremmo diventati i proprietari a tutti gli effetti.

Il Signore ha cambiato la mia vita, oggi non vivo più del bisogno altrui, non faccio più l’usuraio. Aiuto chi è nel bisogno, soprattutto chi è veramente povero. Non insulto più, non reagisco più con violenza a ogni offesa e soprattutto non bestemmio più.

Quelli che mi conoscevano prima della conversione, mi prendono in giro, mi umiliano e non credono alla mia nuova vita. All’inizio è stato difficile cambiare vita, rinunciare al sostegno di quelli che erano stati da sempre i miei amici, rinunciare a quel tenore di vita. Ma il Signore, rispetto a quello cui ho rinunciato, mi ha dato cento volte tanto. Oggi vivo una vita serena, non ho più paura per me e per la mia famiglia perché non sono più schiavo dei soldi e, con l’aiuto di Dio, voglio scrivere per me una nuova storia fatta di opere buone. E prego il Signore per quelle persone a cui ho fatto tanto male, perché le liberi dalle loro schiavitù e provveda ai loro bisogni.

Grazie, Signore Gesù, perché mi hai salvato e con me hai salvato anche tutta la mia famiglia; sostienimi in questo cammino perché io non possa perdermi mai più e possa seguirti sempre con tutto il cuore.

Testimonianza firmata

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