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GUARIGIONE DALL’HCV

Da più di 30 anni ero affetta da epatite C con micro cirrosi diffusa, malattia dal decorso asintomatico, che però compromette ogni equilibrio dell’organismo e può evolvere in un epato carcinoma. Nella mia vita ho visto morire tante persone di questa infermità, anche perché negli anni passati la ricerca scientifica al riguardo era praticamente inesistente.

Nel giugno del 2012, ascoltando una trasmissione dall’emittente televisiva di Padre Pio, appresi la notizia che un’epatologa presentava una terapia sperimentale per l’HCV e, benché fossi alquanto sfiduciata, presi un appuntamento.

Dai primi controlli risultò che la presenza del virus nel mio sangue era elevatissima, anche se il mio stato di salute era sorprendentemente buono, e fui accettata in un protocollo di sperimentazione chiamato “in doppio cieco” che, come mi fu spiegato in seguito, significava che non avrei dovuto sapere nulla né sulla terapia, né sui medici che mi avrebbero curato, ma tutto il caso sarebbe stato inviato e seguito negli Stati Uniti. Fidandomi solo del Signore, accettai e firmai il

mio consenso. Era appena iniziato l’”Anno della Fede”, occasione in più per vivere totalmente abbandonata a Dio. Così

iniziò il cammino verso la guarigione. Il 13 novembre 2012 partecipai al Ritiro Regionale del Lazio e, durante la preghiera, fu annunciata questa guarigione: «Una persona sta guarendo dall’epatite C. Il Signore ti sta dicendo: “Sto purificando il tuo sangue”».

A quelle parole ho provato grande commozione, gioia e anche uno stimolo a continuare in quello che stavo facendo.

Terminai così l’assunzione della terapia, senza aver avuto mai nessun effetto collaterale, e a febbraio arrivò l’esito finale: ero completamente guarita! Il virus HCV non era più presente nel mio sangue. Alleluia! Di seguito tutti i controlli successivi che feci hanno sempre confermato questo risultato.

Ringrazio il Signore per avermi fatto il dono gratuito, inatteso e sorprendente della guarigione fisica e perché, al contrario del protocollo sperimentale detto “in doppio cieco”, ho vissuto tutta questa vicenda come un’esperienza

spirituale profonda, in cui una potente luce mi ha fatto “riaprire” gli occhi, rinnovandomi nella fede, nella preghiera e nella fiducia in Dio.

 

Grazia

Parr. “S. Maria delle Grazie” Roma