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XXIX Convegno Internazionale – cronaca del 24 aprile

XXIX CONVEGNO INTERNAZIONALE

COMUNITA’ GESU’ RISORTO

“Al tempo della misericordia di ho ascoltato, nel giorno della salvezza ti ho aiutato” (Is 49,8)

 

Fiuggi, 24 aprile 2016

Mattina

Dopo l’accoglienza ha inizio la preghiera comunitaria. Tutti insieme innalziamo una grande lode con il giubilo, con il canto, perché vogliamo gustare appieno quello che il Signore ha preparato per ciascuno di noi in questo giorno.
La preghiera ci porta al cospetto di Dio, davanti al trono dell’Agnello. Veniamo invitati ad aprire il nostro cuore e la nostra bocca alla lode.
​Invochiamo lo Spirito Santo a effondersi con potenza attraverso i suoi doni di guarigione, di liberazione, di risurrezione per bruciare ogni avversità; lo facciamo con fede, chiudiamo gli occhi e ci arrendiamo al suo Amore, alla sua azione di grazia.
​Chiediamo di essere purificati per ogni egoismo, ogni rancore, ogni incomprensione; tutto viene affidato alla potente azione dello Spirito che libera e guarisce. La preghiera di liberazione si fa ancora più intensa: invochiamo lo Spirito a liberarci da ogni forma di aggressività, ogni tipo di paura, da infedeltà matrimoniali, da ogni mancanza d’amore nelle relazioni matrimoniali, di lavoro, familiari. Nel nome di Gesù rinunciamo a ogni forma di male, a ogni cosa che non viene da Dio.
​Ci accostiamo con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati perché, come viene detto in profezia : “Questo è il momento della misericordia, della salvezza che il Signore ha preparato per noi”.
​Vengono annunciate numerose guarigioni e noi rendiamo grazie per i prodigi che il Signore ha compiuto in questa preghiera.

​Al termine ascoltiamo l’insegnamento di Rossella Prisco “Nel giorno della salvezza ti ho aiutato”. E’ il suo primo insegnamento come membro del CIS.
Ci illustra brevemente le tappe della storia della salvezza imagesottolineando come Dio rimanga fedele al suo patto di alleanza con l’uomo nonostante i suoi rinnegamenti. La fede, dice Rossella, è credere che Dio vuole il mio bene; che per la mia vita, è meglio il suo progetto che il mio.
​Gesù si è fidato del Padre. Lui è l’essenza della salvezza. Nell’episodio di Zaccheo Gesù gli dice: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”; oggi la casa di Zaccheo è quella di ognuno di noi. Gesù si è fermato davanti alle nostre situazioni di bisogno fisiche e spirituali. Siamo nella memoria di Dio: Zaccheo etimologicamente significa Dio ricorda.
Il tempo della salvezza è dunque ora, adesso. Dio ci vuole salvi insieme. In Comunità ci esercitiamo a diventare operatori di salvezza gli uni per gli altri. La salvezza è una liberazione dal male per essere restituiti alla vita. E conclude Rossella con le parole di Papa Francesco “Signore siamo qui per ascoltare la tua voce, per vivere il nostro momento di salvezza”. Amen.

Dopo l’insegnamento ascoltiamo alcune testimonianze che verranno tutte pubblicate sulla Rivista della Comunità; brevemente accenno alla testimonianza di Laura. Ha conosciuto suo marito Gabriele in occasione di un’adorazione eucaristica. Insieme chiedono al Signore un figlio. Anche la loro comunità li sostiene con la preghiera; ed è proprio in preghiera che viene loro annunciata la nascita di un figlio. La prima gravidanza purtroppo si interrompe prematuramente. Dopo alcuni accertamenti, a Laura viene detto che non potrà avere figli se non con metodi che a lei non sembrano rientrare nel piano di Dio. La delusione non è soltanto per aver perso il bimbo ma si aggiunge a quella della mancata realizzazione della profezia.
Passa ancora del tempo e Laura scopre di essere ancora incinta; questa volta non desidera andare incontro a delusioni e non fa nessun affidamento sulla gravidanza; in quel periodo partecipa al Corso giovani durante il quale ascolta in profezia “Una gestante sta vivendo male la sua gravidanza”. Prendendo forza dalla profezia quando torna a casa fa tutti i controlli dai quali non viene messo in luce nessun problema. E infatti mesi dopo nasce Gregorio.

Pomeriggio

Il suono dello shofar, le ragazze che danzano e i bambini vestiti da angeli, accompagnano la processione della solenne Adorazione Eucaristica del pomeriggio, presieduta da don Mario Teti e animata dal CIS.
Lo sguardo di tutti è rivolto al Signore che riempie il nostro cuore della sua presenza, del suo Amore. Prostrati ai suoi piedi contempliamo la sua mitezza, bellezza, bontà, e ci sentiamo ancora toccati dalla sua immensa misericordia. Facciamo un gesto profetico, stendiamo la mano per toccarlo, proprio come fece l’emorroissa, perché da Lui esce una forza che tutto sana, tutto guarisce.
E la Parola di Dio che viene letta conferma:

Acclamate a Dio da tutta la terra,
cantate alla gloria del suo nome,
date a lui splendida lode.

Dite a Dio: «Stupende sono le tue opere!
Per la grandezza della tua potenza
a te si piegano i tuoi nemici.
A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».

Venite e vedete le opere di Dio,
mirabile nel suo agire sugli uomini.
Egli cambiò il mare in terra ferma,
passarono a piedi il fiume;
per questo in lui esultiamo di gioia.

Con la sua forza domina in eterno,
il suo occhio scruta le nazioni;
i ribelli non rialzino la fronte.

Benedite, popoli, il nostro Dio,
fate risuonare la sua lode;
è lui che salvò la nostra vita
e non lasciò vacillare i nostri passi. (Salmo 65, 1-9)

La Celebrazione Eucaristica che segue è presieduta da don Stefano Ranfi. Nella sua omelia Don Stefano ci dice che il tempo della misericordia nasce dall’alba in cui lo Spirito Santo ha spaccato la pietra e ha fatto risorgere Gesù. Questo è il tempo della misericordia che non avrà mai fine. Per questo il giorno della salvezza è oggi, è imageora e da ora per sempre. Ci esorta poi a restare saldi nella fede, a non rimanere soli, ad accogliere l’olio della consolazione dei fratelli. Ma è Dio che rinnova e cambia il nostro cuore se noi lo vogliamo, se noi accogliamo la Risurrezione. E ci mette in guardia dal rischio di abituarci alla misericordia di Dio e da ogni chiusura alla novità che il Signore vuole fare nella nostra vita. “ Vieni Spirito Santo e fa’ di noi una cosa nuova” conclude don Stefano.

A conclusione della Messa torniamo in tutta fretta in albergo perché subito dopo cena si terrà la rappresentazione sacra “Una storia di misericordia”.

Una storia di misericordia

L’esodo, dalla polvere del deserto al cielo
Michele e Stella Sulpasso, che hanno curato la realizzazione di questo progetto teatrale, ci propongono la lettura teologica dello spettacolo, per una migliore comprensione di quello che vedremo sul palco.
“La vita è un cammino, un pellegrinaggio, un percorso attraverso cui siamo chiamati a salire dall’abisso della miseria, al cielo di Dio. imagePerché questo passaggio si compia è necessario l’incontro con la misericordia; misericordia che non ha tardato a manifestarsi non appena l’uomo è sprofondato nel fango per aver prestato ascolto alla parola di menzogna del serpente genesiaco e aver mangiato il frutto mortifero. Come può Dio salvare la sua amata creatura prigioniera del male? Attraverso una parola di verità e mediante un cibo che fa vivere. La parola di verità si è rivelata nei secoli attraverso persone scelte come segno della sua misericordia, perciò il Signore chiede l’ascolto che da salvezza, e ci propone di mangiare un frutto benedetto che ha nome Gesù. Perciò la rappresentazione sacra si sviluppa attorno a queste due direttrici: l’ascolto della Parola, rivelata nei secoli attraverso patriarchi, profeti e privilegiati testimoni e l’attesa del cibo salvifico che viene dapprima promesso e poi donato in pienezza”.
Lo spettacolo che vediamo è ricco di spunti di riflessione ma quello che soprattutto rimane nel cuore di tutti noi è l’impegno di tutti coloro che hanno collaborato, con impegno, capacità e dedizione a questa iniziativa teatrale. Grazie Signore per averci donato questi fratelli così ricchi di tanti doni.

Anna Salzano