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Ritiro dei giovani della diocesi di Milano – cronaca

CRONACA DEL RITIRO DEI GIOVANI DELLA DIOCESI DI MILANO 2016

Domenica 2 Ottobre 2016

“Chi di noi ha visto la mano di Dio?”  Questa è la domanda con la quale il Signore ci ha chiamati in questo Ritiro dei Giovani svoltosi a Milano il 2 ottobre 2016.

Ci ritroviamo tutti presso l’Oasi di Preghiera a Cernusco sul Naviglio, e con gioia diamo il benvenuto ai fratelli di Roma venuti appositamente per fare comunione superando ogni distanza. Troviamo sopra in ogni sedia, un biglietto con  la parola di Dio e un nastro colorato, un bracciale da mettere al polso, come simbolo dei giovani nel mondo.

Il Signore ci vuole suoi operatori, ma prima deve riempire i nostri cuori del Suo amore, invochiamo così lo Spirito Santo con il canto Ruah e da subito sentiamo forte la Sua presenza.

Si avverte una grande comunione tra di noi, ognuno scruta il proprio cuore e con la luce che Gesù ci dona gli offriamo i nostri peccati, angosce e preoccupazioni, è un forte momento di guarigione personale durante il quale, ci doniamo reciprocamente all’amore del Signore pregando l’uno per l’altro.

Alla fine Gesù ci parla con un passo di Isaia 61,1: “ha mandato il Suo Spirito su di noi, ci ha scelti per portare il lieto messaggio”. Noi giovani, piccoli del Signore veniamo chiamati a fare cose grandi,  non con le nostre forze, ma grazie allo Spirito Santo che abbiamo accolto dentro di noi.ritirogiovanimilano2016102

Arriva il momento della riflessione e il nostro fratello relatore fa testimonianza della sua esperienza personale, ci racconta di come ha veramente constatato che il Signore ha condotto e conduce ancora la sua vita quotidiana, specialmente della benedizione divina quando lui si presta volentieri al  servizio di Dio, fosse anche il più umile e piccolo. Ci fa anche una similitudine: Dio è il comandante di una nave e noi l’equipaggio, per funzionare tutto al meglio ognuno deve svolgere il proprio servizio e per il Signore tutti i servizi, dal più piccolo al più grande, hanno la stessa importanza. Proprio come nella nostra comunità, il Signore ci chiede di farci Suoi strumenti, senza aver paura di sbagliare ma affidandoci totalmente a Lui.

Ci paragoniamo ad una casa, formata da tanti mattoni, ognuno di noi è importante per la solidità anche se la cosa principale sono le fondamenta: Gesù!  Ma le fondamenta senza mattoni non hanno motivo di esistere, questo ci fa comprendere che siamo importanti gli uni per gli altri ma soprattutto per il Signore così, come impegno per edificare la sua casa ed essere i suoi collaboratori di salvezza, ognuno di noi si è alzato ed è andato a prendere una pietra con sopra scritto il proprio nome.

Nel pomeriggio la preghiera ricomincia con una grande esplosione di gioia e i responsabili invitano, chiunque ne senta il bisogno, a recarsi nei primi posti per rinnovare la propria effusione; lo Spirito si manifesta e ci sentiamo travolti e rigenerati da questo fiume di grazia.

Alla fine di questa bella giornata di comunione e condivisione, sentiamo che nessuno di noi è lì per caso, siamo stati chiamati e abbiamo detto: sì, veniamo!

Sara Mazzoni

( Santo Curato D’Ars Milano)

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