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30° Convegno Internazionale – cronaca secondo giorno

Mattina
Buongiorno,buongiorno! E ce lo diciamo in tutte le lingue di coloro che qui si sono radunati. Foto 30-04-17, 01 07 28Iniziamo bene la nostra seconda giornata di convegno anche con un bell’abbraccio al fratello ed alla sorella accanto a noi, accogliendoci vicendevolmente. Alcune ragazze della Comunità, intanto, animano danzando sulle note di benvenuto, intonate dal coro e dal gruppo canti. La gioia di stare insieme è palpabile nell’aria, ma più grande è quella che vogliamo sperimentare nella preghiera.

“Il Signore ci ama e conduce la nostra storia. Noi gli siamo grati per questi trent’anni della nostra Comunità. – grida Alberta dal palco- È meraviglioso e vogliamo ora innalzare a Lui una grande lode… Gesù, Tu che ci hai aperto le porte del Paradiso, sei meraviglioso!”

Iniziamo a lodarlo, esprimendo la riconoscenza e l’amore che sentiamo verso il Signore per le opere che ha compiuto nella vita di ciascuno di noi: ” E solo Tu sei santo, sei meraviglioso, degno e glorioso sei per me…sono qui a lodarti, qui per adorarti, per dirti che Tu sei il mio Dio…”… Sono queste le parole del canto, ma sono anche le parole del nostro cuore, quelle che parlano in modo semplice. Le ripetiamo più volte, le cantiamo non con una bella voce, ma con tutto l’amore di cui siamo capaci…ti amiamo, Gesù!

Ed il Signore ci risponde che anche noi siamo meravigliosi ed amati da Lui. Ci dice che gli apparteniamo, noi ed i nostri familiari, per i quali ci vuole rendere strumenti di salvezza. Dunque, Signore, toccaci con la Tua potenza santificatrice, manda il Tuo Santo Spirito su di noi, su di loro, su tutti i nostri conoscenti! Siamo ormai alla Sua Presenza Santa e Lui continua ad accoglierci e a dirci che ogni suo figlio è degno di questo amore…”Lascia che io mi prenda cura di te e guarisca il Tuo cuore…che faccia sentire il mio amore a te e a tutti quelli che sono qui!” , è l’invito di Gesù.cgryoung 003

Questo è il momento di lasciare i nostro pesi nel cuore del Signore, di affidargli le nostre pene, soprattutto quelle che gravano su di noi come macigni. È il momento d’intercedere per quelli che ci hanno chiesto preghiera, per parenti, amici, fratelli di Comunità. Che attraverso di noi, attraverso la nostra fede, la potenza guaritrice di Gesù li raggiunga. ChiediamoGli tutto, anche le cose ci paiono impossibili. “È lo Spirito di Dio che soffia dentro di noi…opera in me, agisci in me, Santo Spirito! Tocca il mio cuore, la mente mia, riempi la vita mia del tuo amore…”

Gesù ci sta amando, uno ad uno. Ci sta coccolando, ma ci dice pure: “Io sono con te, non sei solo. Con la mia Grazia io ti mando e ti faccio strumento di salvezza per gli altri. Non ignorare i problemi dei fratelli. Ti dono la Mia stessa compassione per il tuo prossimo, il Mio stesso desiderio di salvezza per gli altri”… Gesú vuole che non ignoriamo la Sua chiamata e che ci comportiamo con gli altri come un altro Cristo, specialmente con coloro che sono stati feriti dalla vita, dalle esperienze passate…

Poi Gesù ci conferma questo Suo comando d’amore attraverso il passo del Vangelo del Buon Samaritano ed ancora ci invita: “…Va’ ed anche tu fai così , come il Buon Samaritano. Ti ho donato i carismi per togliere gli altri dalle grinfie del demonio e per condurli alla salvezza. Sii tu il Samaritano del tuo prossimo. Annuncia il mio nome ed abbi cura di loro…sarò Io che ti ricompenserò per ciò che farai per i tuoi fratelli “.

Con la forza e l’incoraggiamento di Gesù ci sentiamo ora pieni di speranza e di nuova vita. La preghiera termina e, prima della riflessione di Paolo e Carmen, facciamo una piccola pausa. Molti chiacchierano, altri si raccontano quello che hanno vissuto nella preghiera, ma anche un cappuccino o un po’ d’acqua non guastano. Proprio ieri Gesù, dando da mangiare pani e pesci alla folla che lo seguiva, ci ricordava che non possiamo mai separare corpo e spirito e che entrambi vanno curati e nutriti.

Foto 30-04-17, 01 06 50La riflessione di Paolo e Carmen ha per tema il titolo del convegno: “Siate sempre lieti, perché appartenete al Signore” (Fil. 4,4). L’ascoltiamo in diretta, cercando di aprire il cuore alle riflessioni sull’argomento che essi vogliono proporci. I fratelli che però non oggi non sono qui con noi potranno leggerla sui prossimi numeri della rivista.

“Grazie al Signore che ci precede sempre e che nella preghiera già ci ha parlato”, esordisce Carmen e poi introduce il tema della riflessione, ovvero la gioia di Dio nel nostro cuore, una gioia che non viene mai meno per i cristiani neppure davanti alle difficoltà, alle malattie ed al dolore, perché essa non è legata all’allegria del momento, ma alla nostra appartenenza al Signore. Gesù è morto ed è risorto, proprio perché appartenessimo a Lui ed al Padre e questa appartenenza deve riflettersi nella nostra vita, nel lavoro, nei rapporti con gli altri. Essa scompare quando pecchiamo e ci viene restituita quando ci pentiamo e torniamo a Dio… È Lui stesso che ci fa gioire nuovamente, restituendoci la pienezza della Sua Grazia…

Noi siamo consacrati, siamo con Lui, con il Santo, non siamo più esclusi dalla misericordia di Dio, ma siamo al servizio del Signore Risorto. Dal nostro battesimo portiamo il Suo sigillo. Siamo come la Sua sposa, come la Chiesa, immersi nell’amore di Dio e destinati a vivere per sempre con Lui. E questo sigillo è la Croce vittoriosa del Signore, che ci fa creature nuove in Gesù ed in Lui diveniamo uno soloin Cristo Gesù, nel Suo Corpo Mistico. Noi siamo chiamati a divenire una lode vivente al Signore e ad annunciare a tutti che il Signore è grande, è buono, è misericordioso.

Foto 30-04-17, 01 32 30Alla riflessione segue un saluto di Oreste Pesare, Direttore Esecutivo dell’ICCRS (Servizi del Rinnovamento Cattolico Internazionale), l’organismo che raccorda tutte le realtà del RCC nel mondo tra di loro e con la Santa Sede. Viene a ricordarci che quest’anno non solo la Comunità Gesù Risorto compie trent’anni di vita, ma che dal 31 maggio al 4 giugno 2017 celebreremo i cinquant’anni dello stesso RCC, ovvero il suo Giubileo d’Oro. Infatti il 17 febbraio 1967, durante il famoso week end 17-19 febbraio nella casa di preghiera L’Arca e la Colomba (!), alcuni studenti e professori dell’Università di Duquesne di Pittsburg (Pennsylvania, USA) per la prima volta nella storia del cattolicesimo moderno, sperimentarono la potenza e l’effusione dello Spirito Santo. Con loro iniziò il RCC, che si diffuse ben presto a macchia d’olio nel mondo intero, come corrente di Grazia nella Chiesa, per la Chiesa e nel cuore della Chiesa.

Per celebrare questo stupendo avvenimento, che ha coinvolto tutti noi e fratelli di ogni nazione, ICCRS e Catholic Fraternity hanno organizzato una settimana di preghiera e festeggiamenti, che culmineranno nella celebrazione penitenziale e di riconciliazione al Circo Massimo del pomeriggio del 2 giugno; nella veglia di Pentecoste con Papa Francesco al Circo Massimo del 3 giugno; nella S. Messa di Pentecoste sul sagrato della basilica di S. Pietro il 4 giugno. A questa settimana parteciperanno carismatici provenienti dal mondo intero, anche di diversa confessione cristiana, su invito diretto del Papa, per una vera comunione tra cristiani.

È proprio il Papa che ha promosso questo Giubileo tra i cattolici, che lui definisce “il nostro giubileo”. Il Papa ha una grande speranza nel RC. Egli ha sperimentato in prima persona l’effusione dello Spirito, sentendo poi un grande cambiando nel suo cuore ed un nuovo vigore spirituale. Oggi Oreste invita tutti noi ad unirci al Giubileo d’Oro, per essere protagonisti di questi indimenticabili momenti di gioia e di grazia. Non possiamo dunque mancare all’appello di Papa Francesco, che ci chiama a far festa non solo con la nostra Comunità, ma con la nostra famiglia più grande, che è la Chiesa. Ci metteremo tutti in piedi con il nostro Pastore ed invocheremo una nuova speranza e una nuova forza per i popoli della Terra, una nuova luce e soprattutto una nuova Pentecoste dello Spirito su tutti gli uomini.

cgryoung 064Oreste scende dal palco e salgono i ragazzi di #CGRyoung, il gruppo che raduna i giovani della nostra Comunità anche mantenendo i contatti con loro e tra loro su a Facebook (#CGRyoung). L’obiettivo di #CGRyoung è quello di avvicinare tutti i giovani, anche al di fuori della Comunità, a Gesù, di evangelizzarli (anche sulla pagina Facebook della Comunità) e di invitarli a partecipare alle iniziative della Comunità loro destinare, come il Corso Giovani (13-15 ottobre 2017).

 

 

Pomeriggio
Siamo ora al pomeriggio. Alla 15.30 inizia ufficialmente l’accoglienza, ma la maggior parte dei fratelli sta già fuori della tenda dalle tre. Poi tutti entrano e, mentre si attende l’inizio della preghiera comunitaria, passano da CD il canto di questo convegno e molti altri che conosciamo da tempo. Intanto i fratelli si incontrano e si parlano, si scambiano le loro impressioni su quanto il Signore ci sta facendo vivere in questi giorni benedetti e affidano l’uno all’altro racconti, richieste di preghiera, notizie gioiose e tristi …

Sul sito va in diretta streaming un’intervista con Roberto Ricci del CIS mentre alle sue spalle inizia la preghiera. “Tu, Signore, sei il mio re, colui che mi amerà per sempre…Tu, Signore, sei la mia difesa, sei la forza, sei la mia salvezza. A te innalzo, Signore, la mia lode…”. E Gesù ci invita ad abbandonarci nelle Sue braccia, a riposare in Lui e ci dice: “Non sei qui per caso. Lasciati trasformare dal mio amore”. Una lode potente si alza al Signore, per le meraviglie che Egli ha compiuto e sta compiendo tra il Suo popolo. “Santo Spirito, vieni in nostro aiuto e donaci uno spirito nuovo, perché veniamo rinnovati in anima e corpo, uno spirito come quello dei bambini, di purezza e semplicità! Soffia, Santo Spirito, su ciascuno di noi e rinnovaci!”

29 pomerigio preghiera e inizio messa 002Ci lasciamo andare nelle mani, nelle braccia di Gesù, come Lui ci ha chiesto, ed invochiamo cantando lo Spirito Santo. Ed il Signore è qui. Dio Spirito Santo alita su di noi, ci sazia, ci consola, ci libera e ci rafforza. Molti piangono, altri nel silenzio del cuore
adorano la Sua presenza. E Gesù ci annuncia: “Coraggio! Vengo a spezzare le tue catene, vengo a liberarti!” Oh Signore, libera anche la nostra mente dalle cose che gravitano intorno alla nostra mente e attanagliano il nostro cuore, libera la nostra vita dalle distrazioni del mondo e dalle cose inutili e vane!

L’amore di Dio ci sta trasformando e sta sconfiggendo ogni morte che abbiamo nel cuore…, ma Dio vuole anche che ci mettiamo sulla strada del perdono: “Perdona ora il tuo prossimo per le ferite che ti ha inferto e l’amore del Signore colmerà il tuo cuore ”

Segue una profezia in lingue, la cui interpretazione è: “Finora non avete chiesto nulla nel mio Nome, ma, se chiedere al Padre qualche cosa nel Mio nome, la otterrete, perché Io sono la vostra speranza, Io sono la vostra salvezza.” E poi a ciascuno il Signore Gesù ordina: “Alzati, esci dalla tua tomba! Oggi io faccio di te una persona nuova. Vivi per me, figlio mio, figlia mia!”

La preghiera, (purtroppo!!), termina dopo che Il Signore ci ha detto molte altre cose ed ha compiuto molte altre liberazioni e guarigioni….

Segue una breve pausa con alcuni avvisi. Roberto Ricci ricorda che la Comunità sostiene le adozioni a distanza dell’associazione Pan y Paraiso ed invita i genitori adottivi ad andare a ritirare le lettere dei piccoli che essi sostengono e di cui seguono la crescita ed i progressi. E ancora quanti altri bambini poveri attendono un aiuto, una mano ed il nostro affetto! La Comunità ci invita ad adottarne altri e a dare anche a questi la gioia di avere qualcuno che pensa a loro, nel nome di Gesù.

29 pomerigio preghiera e inizio messa 026Ora è la volta di un mini spettacolo dei bambini della Comunità che hanno aderito all’animazione spirituale, loro dedicata in questo convegno, nei giorni 29 e 30 aprile. Infatti, da qualche anno,anche per i bambini ci sono momenti riservati solo a loro. I bambini sono seguiti da animatori che offrono questo servizio, affinché anche i piccoli vadano a Gesù, secondo il Suo stesso desiderio (Mt 19, 13-15).

“Vieni a lodare il Signore, è la gioia del cuore, la felicità “, cantano i nostri bambini e anche danzano…, ricordandoci che con la loro stessa purezza, con il loro stesso stupore e nella più grande semplicità dovremmo tutti accostarci a Lui…., perché…”Lui è qui per te”…

Sono tanti, sono allegri, con i loro cappellini rossi ed i loro drappi multicolori. Arrivati sotto al palco, ci fanno il loro annuncio: “tu che ti senti solo, tu che sei insoddisfatto, preoccupato, tu che hai problemi…Vieni a lodare il Signore, che è la gioia del cuore…”
Poi alcuni di loro salgono sul palco e con la danza ed un’altra allegra canzone ci chiedono di nuovo di esprimere la nostra gioia al nostro re, a Gesù, che ci ama così tanto. È c’è anche un’altra cosa da dire. Guardando i loro occhi, i loro sorrisi e le loro piccole mani che si muovono, capiamo che sono questi bambini i messaggeri della gioia di Dio per l’uomo. “Gioia, gioia…Noi siamo la gioia di Dio”. Ce lo cantano pure! Li applaudiamo fino a spellarci le mani…

29 pome 20d 146Segue la S. Messa, oggi presieduta da S.E. Cardinal Stanislaw Rylko, Presidente emerito del PCL ed Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, che viene intervistato prima della celebrazione (vedi intervista sul sito della Comunità). Il suono dello shofar annuncia il passaggio della processione di cardinale, sacerdoti, diaconi ed accoliti verso l’altare, mentre viene asperso l’incenso, in segno di lode al Signore e per esaltarne la santità. Poi viene incensato l’altare, il cero pasquale ed il Crocefisso.

Quindi il Card. Rylko, legato a noi da lunga e profonda amicizie, secondo le sue stesse parole, ringrazia la Comunità per l’invito ricevuto e nota che, ritornando al nostro convegno dopo dieci anni, siamo molto cresciuti, diventando “il grande popolo della Pentecoste”. Anche il Cardinale, dopo aver ricordato i trent’anni della nostra Comunità, ci rammenta dell’altra importantissima ricorrenza di questo 2017, i cinquant’anni del RCC mondiale, il Giubileo d’Oro, cui ci incita ad unirci numerosi, trattandosi, in questo caso, della festa del “popolo della Pentecoste ” della Terra intera!

Il Vangelo odierno è tratto dal capitolo 11 di San Matteo e ci parla del mistero della redenzione, che Dio ha nascosto ai sapienti ed agli intelligenti secondo questo mondo ed ha rivelato ai piccoli e ai semplici. Gesù, l’unico che conosce veramente Dio, essendo Dio Lui stesso, è colui che ci rivela il Padre se noi diventiamo piccoli nel nostro cuore. Per questo vuole che noi veniamo a Lui, specialmente quando siamo affaticati e stanchi. È Lui che ci dona ristoro alle nostre anime. Il suo giogo, infatti, è dolce ed il suo peso leggero.

29 pome 20d 169Il Cardinale dedica l’omelia a S.Caterina da Siena, di cui oggi ricorre la festa. Caterina, grande santa, patrona d’Italia, compatrona d’Europa, grande mistica, totalmente immersa in Dio ed allo stesso tempo presente nelle vicende della Chiesa e del mondo del suo tempo… Vissuta nel 1300, è la dimostrazione che Dio non abbandona mai il Suo popolo in difficoltà, ma lo assiste suscitando santi che lo conducono alla conversione ed al rinnovamento.

Caterina si dedicò anche alle opere di penitenza e di assistenza degli ammalati. Fu consigliera spirituale di intellettuali e potenti della sua epoca e persino di Gregorio XI, che convinse a riportare la sede del papato da Avignone a Roma. Favorì la pace tra gli stati e la riforma nella Chiesa. Morì a Roma a 33 anni. E cosa oggi dice a noi uomini del ventunesimo secolo questa mistica del quattordicesimo? Ella era totalmente immersa in Dio, ma allo stesso tempo attenta alle necessità della società dei suoi tempi. Il mondo di ogni epoca ha bisogno di mistici, di contemplativi. Sono essi inprimi testimoni dell’affascinante bellezza di Dio. Sono loro a ricordare all’umanitá che solo Dio è capace di riempire lo spazio infinito del nostro cuore e di rispondere ai suoi bisogni più intimi.

Caterina si lasciò conquistare da Dio e la ricerca di Lui divenne lo scopo della sua vita. La vita e la testimonianza di Caterina sono anche la conferma di quanto dice S.Giovanni nella Sua l lettera, da cui è tratta la prima lettura di oggi: Dio è luce ed in Lui non ci sono tenebre. Caterina ci ha lasciato scritto nel suo Dialogo con la Divina Provvidenza: “Tu, o Dio, sei come un mare profon, in cui io ti cerco. E più ti cerco, più ti trovo. E più ti trovo, più cresce in me la fame di te. L’anima mia ti brama, sempre più, o Trinità eterna, desiderando di vederti alla luce della tua luce…”

Caterina rispecchia anche quanto ci dice oggi il Vangelo, dedicato a coloro che si fanno piccoli per Gesù. Caterina era umile, ma riempita di sapienza dall’Alto, che destava l’ammirazione di dotti e teologi, perché era Dio che faceva tutto in lei. E lei non la tenne per sè, ma la dette alla Chiesa ed al suo prossimo. Fu dunque una contemplativa nel cuore del suo tempo, capace di ammonire persino il Papa con le sue parole! Ciò dimostra che sono proprio i santi i veri riformatori del mondo e della Chiesa.

E a noi, Comunità Gesù Risorto, cosa dice oggi Caterina? E cosa al RCC mondiale che compie cinquant’anni? La cosa più importante che ricordan a tutti noi ed al mondo intero è l’affermazione della centralità di Dio nella vita d’ogni persona. Oggi viviamo in un mondo che rinnega Dio in modo sempre più radicale, relegandolo all’ambito del privato. Le Chiese in molti Paesi d’Europa si svuotano e vengono chiuse e vendute per mancanza di fedeli.

29 pome 20d 167Benedetto XVI diceva che oggi esiste una crisi alla radice di tutte le altre crisi: la crisi di Dio e della fede. Il Concilio Vaticano II ci insegna che la creatura svanisce senza il creatore! E come l’uomo odierno può riconoscere l’importanza di Dio nella propria vita? Il Signore ci offre delle risposte. Il RCC è una di queste nella Chiesa post conciliare. Attraverso di esso milioni di uomini e donne hanno riscoperto Dio nella loro esistenza, la sua gioia ed anche noi ne siamo testimoni. Le comunità carismatiche sono scuole dove gli uomini d’oggi imparano Dio, divenendo certi e lieti della Sua Presenza.

Applichiamo alla nostra vita l’inquietudine della ricerca spirituale, di cui ci parla Papa Francesco. Se la manterremo, ci porterà a conoscere Dio sempre di più, ci farà uscire poi da noi stessi per portarlo agli altri. Santa Caterina c’interpella? Siamo veramente inquieti per Dio? Desideriamo farlo conoscere agli altri? Qui in Comunità abbiamo scoperto il gusto della preghiera personale e comunitaria, della preghiera d’intercessione e di quella alla luce della Parola del Signore, il gusto dell’adorazione eucaristica, della lode. Per molti la preghiera è divenuta il respiro dell’anima, senza cui la giornata risulta vuota.

La preghiera è il grembo fecondo dell’evangelizzazione. Senza preghiera i nostri annunci sono sterili, ridotti a puro attivismo. Dunque i veri evangelizzatore sono dei contemplativi che poi divengono attivi nell’azione. È di loro che la Chiesa ed il mondo hanno bisogno.

A chiusura della celebrazione eucaristica, il Cardinale ha impartito la benedizionesu tutti i presenti ed in particolare su coloro che si sentono chiamati al matrimonio, al sacerdozio, alla consacrazione.

Myriam Ramella Cascioli