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32° Convegno Interazionale – Cronaza Terzo Giorno

PREGHIERA DELLA MATTINA

Stanno ancora sistemando la tenda. L’accoglienza è prevista dalle 8.30, ma molti fratelli sono già in attesa all’entrata. Una buona parte vuole sedersi il più avanti possibile nella sala, per meglio seguire la preghiera, anche se i maxi schermi sono molto efficaci e consentono di vedere, grazie alle telecamere, le immagini con tutti i dettagli. Il punto però è che la gente cerca la vicinanza con Gesù, vuole stringersi a Lui e quindi si sente attirata da quanto avviene sul palco. Tutto, comunque, avviene soprattutto nel nostro cuore e quindi non importa il posto. Importa il nostro desiderio di Lui, della Sua pace e della Sua misericordia.

“Buongiorno, buongiorno…, come stai?…”. Ormai sono entrati tutti. Ci godiamo sorrisi ed abbracci di quanti incrociamo ed il racconto dei piccoli episodi capitati negli alberghi ad alcuni tra noi in questi giorni, aspettando che il coro attacchi il canto iniziale. Ed ecco che si comincia. “Vieni a lodare insieme a noi il Signore….Vieni a stare insieme con Gesù!”…

Rossella propone ai fratelli di lasciarci guidare da Maria nell’incontro con Gesù, che tutti desideriamo fare. “Guidaci o Madre, in questa preghiera ed insegnaci Tu l’ascolto di Dio… Insegnaci, o Madre, a parlare con Dio e schiudi le porte dei nostri cuori…”, cantiamo, consapevoli di quanto aiuto può darci la nostra Santa Madre, che capisce ogni difficoltà e sa accogliere anche chi non ha neppure il coraggio di chiedere e chi non sa cosa domandare. “Ti chiediamo, o Madre, – La invita Paolo – fai ancora quella preghiera misteriosa che hai rivolto a Tuo Figlio, quando, nel cenacolo, aspettavi con gli Apostoli lo Spirito Santo! … Regina del Cielo, portaci in alto, al cospetto di Gesù! Abbiamo bisogno della tua preghiera.” Poi, rivolto all’assemblea, ci dice: “E noi ora innalziamo tutti una lode cosmica insieme a Maria, che ci conduca alle cose di lassù. Quelle vogliamo contemplare, non le cose di questo mondo. C’è una processione santa e benedetta di angeli che scendono in mezzo a noi e risalgono in paradiso, recandoci il respiro di Dio. Uniamoci a loro ed eleviamo la nostra voce.”

“Santa Madre’ – prega Gabriele, – rendici obbedienti ed attenti alla voce dello Spirito, affinché ognuno di noi sia quel servo che porta a Gesù l’acqua, per trasformarla in vino buono e tutti possano berne. Siamo stanchi dell’acqua che non disseta, vogliamo l’acqua viva! Tocca e moltiplica la nostra fede, o Maria, facci vedere quest’abbondanza di grazia!” E la Madonna ci sta già aiutando. Ella vuole oggi farci scoprire la gioia dell’incontro con Gesù, che ci chiamando: “Vieni, Io ti amo, Figlio mio!”

Preghiamo nelle lingue, elevando un cantico d’amore. Gesù è l’amore di Maria, ma è anche il nostro e noi vogliamo manifestarGlielo. Gesù rassicura molti che si rivolgono a Lui, nel segreto del loro cuore: “Non temete! Io non vi abbandonerò ed il vostro deserto fiorirà”. La preghiera in lingue contiene una potenza incredibile e non dobbiamo farla calare. Abbiamo la certezza che adesso avverranno guarigioni e miracoli. Intanto cantiamo il canto nuovo dei risorti, anche noi stando, almeno spiritualmente, nel paradiso che si fa presente a noi. Questo canto è una lode che fa tremare tutto l’inferno ed allontana il diavolo. È un canto che guarisce. Il Signore sta liberando anche alcuni cuori schiavizzati. Alza il tuo braccio santo, o Signore! È una lode che muove la potenza di Dio su di noi e in cui Lui spezza ogni catena, idolatria, magia, in cui guarisce ogni malattia, perché mia forza e mio canto è il Signore. Lui è la mia salvezza!

Stiamo ora portando davanti a Lui tutti i nostri bisogni, i nostri desideri più veri e quelli più dolorosi. Il Signore risponde: “Io ti risollevo, ti guarisco “. Oh, Gesù, grazie!

Qui al convegno sono giunti così tanti malati, anche molto gravi, che vogliamo offrire a Lui. Ora Lo invocheremo con tutta la fede che abbiamo, supplicandoLo che li tocchi e che faccia scendere anche una profonda Pentecoste su ciascuno di noi. Sentiamo pure che Maria sta pregando per ognuno dei presenti. Dunque di sicuro ce la faremo, perché Lei sta parlando a Gesù di ogni situazione, di ogni disagio, di ogni infermità…

“Tu, o Signore, sei il mio riposo, la mia libertà!…” invochiamo la Santa Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo. “Quando il dubbio bussa, non mi spezzerò, se nel Tuo amore io camminerò “…Gesù, Padre, Spirito, abbiamo solo voi. Da chi andare, se non dal Dio che ci salva e ci vuol bene? Ė il Dio che ci ha dato la vita e ci risuscita da ogni nostra morte. Ora, Spirito potente di Dio, toccaci e lascia questo fiume d’amore ci raggiunga e rigeneri tutta la nostra vita. Ascolta il grido di chi non ce la fa più !

Gli occhi di Dio ci stanno scrutando. Il Signore viene in nostro soccorso. Dall’animazione Paolo invita i malati delle diverse malattie ad opporsi ad esse ad alta coce, dicendo:” Io mi oppongo e dico no, nel nome di Gesù!”. Gesù ci incoraggia : “Sì, figlio mio, fallo con tutta la tua fede”. È una preghiera potente, perché nel nome di Gesù. E continuiamo. Gabriele sente che una sorella viene guarita al fegato e che una madre, che sta pregando per il figlioletto ammalato, viene esaudita. E ancora. Il Signore sta guardando con amore un uomo con una massa tumorale al cervello, perché lo vuole guarire. Il Signore libera poi l’arteria di una donna, impedendo l’ictus.

Oggi è il momento di ricevere grazia da Dio. Chiediamo dunque con insistenza e con grande fede, perché Lui vuole aiutarci. Il Signore vuole anche risanare con il Suo balsamo d’amore tanti cuori scoraggiati e sfiduciati. Vuole riempirli nuovamente di fiducia, annullando la loro solitudine ed il senso di fallimento di chi si sente schiavo del peccato. “Alza il capo- dice Gesù – e risorgi. Io sono la tua salvezza!” Intanto sta spezzando le catene con cui uno spirito impuro ha imprigionato un fratello.Gesù vuole eliminare ogni dipendenza e liberare tanti da tutte le altre infedeltà, rinnovando i matrimoni e l’amore dello sposo per la sposa. “Il Signore verrà e ti farà comprendere la grandezza del suo amore. Consegnamoci a Lui”, gridano dal palco.

Percepiamo fortemente che la potenza del Signore è ancora all’opera. “Alcuni arti atrofizzati nel movimento ora possono muoversi “, annuncia Gabriele. Gesù sta fermandosi vicino a ciascuno di noi e tocca la nostra piaga, la nostra ferita. Sì, Signore, io lo credo. Toccami e guarisci questa piaga che non riesco a far rimarginare. Tu sei l’Eterno, il mio Dio. Guarisci quelle malattie del mio corpo che mi logorano e guarisci la mia mente, Gesù! Neppure finiamo di pensarlo che Gesù ci risponde: “Figlia mia, il tuo cuore è con me. Io non ti ho mai lasciato!” Sii benedetto, Gesù. Il povero grida e Tu lo ascolti.

Il Signore sta guarendo ora una sorella dall’epilessia. Noi ci ricordiamo dei fratelli che abbiamo lasciato a casa nella sofferenza e li offriamo a Lui. Il Signore sta anche donando la grazia della conversione a molti cuori e così ammonisce ciascuno di essi: “Io non ti accuso. Però va’ e non peccare più “. Pensiamo quindi agli anziani ed a coloro, grandi e piccoli, che proprio in questo momento stanno andando da Lui. Prendili con Te, in Paradiso!

Il Dio dell’impossibile sta restituendo a molti l’antico splendore fisico e spirituale, ma vuole anche rinnovare i rapporti familiari, affinché molte famiglie divise possano ritrovare l’armonia. “Non aspettare! Fa’ il primo passo! Vai tu incotro a loro, perché questo è il momento dell’amore!”, esorta Gesù. Poi ci manda il passo di Mc 16, 14-18, in cui Egli appare a tavola agli Apostoli ed ai discepoli e, dopo averli rimproverati per la loro poca fede, li manda in tutto il mondo ad annunciare la Sua parola ed a guarire e liberare nel Suo nome le genti.

Il nostro Dio grande e ricco di grazia è intervenuto in modo mirabile ed ancora una volta ci ha mostrato la Sua potenza, che ha vinto la morte del peccato ed ha sconfitto ogni male. Il paradiso è sceso qui in mezzo a noi. Gli angeli, che vanno e vengono dal cielo, portano a Dio le nostre preghiere. Abbà, Abbà..! A Te, tutta la forza, la gloria, l’onore, a Te, il Misericordiosissimo, ogni benedizione per i secoli dei secoli. Ma grazie anche a Te, o Maria, perchè stamattina ci hai portato al cospetto di Dio.

“Ecco, Io faccio nuove tutte le cose. Quelle vecchie sono passate, non ve ne accorgete?”, ci risponde Gesù e, intanto, guarisce una cisti ombelicale. No, Lui non è mai pago di elargirci la Sua grazia. La preghiera sta finendo, ma a Lui non importa. Lui , Lui che guariva la gente in giorno di sabato, ci ha insegnato che l’ora della salvezza è sempre adesso.

ANIMAZIONE SPIRITUALE DEI BAMBINI
I nostri bambini hanno organizzato uno spettacolo per dimostrare la loro attiva partecipazione al nostro convegno, che, sebbene giocosa, racchiude un momento di consapevolezza della presenzadi Gesù nella loro piccola vita e del Suo Spirito Santo.

Oggi siamo qui perché noi bambini vogliamo pregare con voi e per voi. Allora chiudete gli occhi tutti quanti ed invocate con noi lo Spirito di Dio”, ci dicono, una volta saliti sul palco. E poi cantano: “Vieni, Spirito Santo, e tocca i nostri cuori. Vieni e scaccia ogni paura. Vieni, Spirito di Dio..” e poi Lo invocano. Sulla Chiesa, su tutti, sulla a Comunità e giù fino ai “nostri nonnini”.

Dopo leggono alcune loro piccole preghiere, cui ci uniamo. Quindi ci impongono le mani e noi a loro, innalzando una potente lode in lingue. Grazie, Gesù, per questi nostri bambini, manda il Tuo Spirito su di essi ed ascolta le loro richieste. Ti ricordiamo i bimbi che abbiamo lasciato a casa, quelli che hanno bisogno di cure, quelli che ancora devono nascere e quelli che sono già con Te. Sono loro, i nostri bambini, il futuro di questa Comunità.

I bambini ci gridano con le loro vocine: “E ora che siamo pieni di Spirito Santo e di gioia, cantiamo insieme !” Tutti alzano le braccia e molti battono a tempo le mani. “Cantiamo gioia, noi siamo gioia, la gioia di Dio….” è il canto che segue e che essi animano con i loro movimenti e con il lancio di palloncini. Meravigliosi questi bimbi che, intramezzando il canto, ci “rappano” anche le loro considerazioni su Gesù e sul fare festa insieme a Lui nella nostra vita.

Li applaudiamo lungamente con entusiasmo e loro, felici, escono salutando.

OMELIA DI S.E. MONS. CESARE NOSIGLIA
La S. Messa del 27 aprile è stata presieduta da S. E. Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino. Durante l’omelia Mons. Nosiglia ha detto: “La Prima Lettura odierna ci parla dell’episodio in cui Paolo e Giovanni, dopo aver guarito uno storpio alla Porta Bella di Gerusalemme, vengono arrestati. Infatti quest’uomo, una volta guarito, non aveva cessato di dire a tutti quanto gli era accaduto. I Farisei volevano che Lui tacesse e soprattutto che gli Apostoli tacessero e non annunciassero più il Vangelo, nel nome di Gesù. Allora Pietro e Giovanni spiegano ai Farisei ed agli Scribi perché avevano guarito quell’uomo, ovvero che lo avevano fatto nel nome di Gesù, medico dei corpi e delle anime. E Gesù lo aveva predetto: “Voi farete cose più grandi di Me. Voi cambierete le situazioni delle persone, annunciando loro la salvezza”.

Come vennero arrestati Pietro e Giovanni, così da allora tanti altri cristiani lo sono stati. E poi sono iniziate delle persecuzioni, mai finite, accompagnate da una scia di sangue che percorre tutte le strade della Chiesa. Nella Lettera a Diogneto, uno scritto della Chiesa primitiva, l’autore commenta: “I cristiani si comportano bene nella società, eppure vengono derisi e perseguitati. La gente li odia e li perseguita, senza saperne bene il motivo e senza conoscere le opere buone che essi compiono. Però i cristiani non si scoraggiano.”

Tertulliano, scrittore dei primi secoli, dice che il sangue dei martiri è il seme per la nascita di altri cristiani. Così è sempre stato. Lo Spirito Santo rende capaci persone semplici e senza grandezza umana di cambiare la Chiesa ed il mondo. È un dato di fatto, che deve renderci orgogliosi e consapevoli della resurrezione di Cristo. Proprio Lui nelle beatitudini definisce beati coloro che sono perseguitati a causa Sua. Quando noi facciamo il bene e riceviamo il male, ci comportiamo come ha fatto Gesù. Anche Lui qui sulla Terra ha fatto tanto bene ed ha ricevuto tanto male, venendo perfino crocefisso.

Ma non scoraggiamoci, se quanto tentiamo di costruire nelle nostre famiglie e nella società non va in porto, se tante situazioni restano lontane dal Vangelo, nonostante i nostri sforzi. Il mondo è immerso in una cultura che disprezza la Parola di Dio. Se fossimo sempre convinti della nostra fede e la testimoniassimo con semplicità, cosa accadrebbe? I Padri della Chiesa dicevano che all’inizio della predicazione i discepoli portavano Cristo dappertutto, perfino nei mercati. Era così perché le chiese ancora non esistevano ed i cristiani annunciavano la Parola là dove si radunava la gente, dunque specialmente nei mercati.

Ciò significa per noi oggi andare dovunque, soprattutto verso i diversi, gli esclusi, chi non conta e sta ai margini. È un grande sforzo, nel quale lo Spirito Santo ci sosterrà. Però, per portare Gesù, dobbiamo prima viverLo. La testimonianza più bella è la nostra vita in Lui. Una fede debole e tiepida non converte nessuno e Dio non sopporta la tiepidezza! Comunque non dobbiamo neppure scoraggiarci. Gli Apostoli sononstati tre anni con Gesù, eppure ancora non credevano. Non credevano neanche quando era apparso loro, lo avevano visto risorto e poi ascendere al Cielo.

La fede è difficile, è una conquista continua, fatta anche di preghiera e di carità vicendevole. Abbiamo bisogno dell’appoggio della Comunità per credere. Lo Spirito Santo può favorire questa presa di coscienza della vita in Cristo pregando insieme. Tutti i Suoi segni straordinari manifestano la Sua presenza. La vostra Comunità riunisce ogni categoria di persone e gente di tutte le età. Non è semplice mettere insieme bambini, vecchi, giovani e adulti… Dunque non abbandonate il vostro impegno e siate grati al Signore per il dono di questa Comunità.

Siate discepoli gli uni degli altri. Lo Spirito Santo vuole la comunione, dove nessuno è più di un altro. Siate lievito nella vostra parrocchia e nella Chiesa, con la vostra testimonianza ed il vostro esempio. Magari sarete pochi rispetto alla massa di tutti i cristiani, ma il lievito, quando è buono, fa fermentare tutta la pasta. Siate questo lievito buono! Gesù ha avuto fiducia degli Apostoli anche quando essi non credevano fermamente in Lui. La stessa fiducia ha in noi e ci conferma nell’annuncio del Vangelo, con l’amore profondo che Egli nutre verso di noi.

Dio guarda ai giovani e voi ne avete tanti. Dio ha bisogno dei giovani, per portare nel mondo l’annuncio del Vangelo. Cresca nella vostra Comunità il senso dell’amore e dell’amicizia, che dovete infondere anche nella società, nel vostro lavoro, dovunque, anche quando vi rifiutano. Non scoraggiatevi, nulla è inutile se fatto nel nome di Gesù. Cristo vi ama intensamente ed è con voi ogni giorno. Vuole essere vostro amico sincero, per offrirvi sempre una sponda sicura nella vostra vita. E considerate i vostri giovani. Anche Papa Francesco, al termine del sinodo loro dedicato, ha chiesto perdono perché essi non sono stati mai abbastanza ascoltati nella Chiesa; quando, invece, abbiamo bisogno di loro per rinnovare la Chiesa stessa e le nostre parrocchie.

Oggi affido a voi il Vangelo di speranza del Signore Gesù. Non dobbiamo mai peccare contro la speranza, quando viene meno la certezza che Dio è più forte del male. Una luce, anche se piccola, brilla nell’oscurità e porta conforto e forza. Voi siete la luce del mondo. Non preoccupatevi mai dei risultati. Il vostro annuncio diventi efficace nella misura in cui lo è per voi. Il resto lo farà il Signore. Avanti, dunque, con grande determinazione e spirito di fede. Alzati in piedi, Comunità Gesù Risorto! Siete tutti risorti, alzatevi e camminate insieme !”

 

ADORAZIONE EUCARISTICA PRESIEDUTA DA DON ERMANNO MAGNOLINI
L’Adorazione del Santissimo Sacramento. Questo è il momento che molti di noi aspettano più di ogni altro, quello a cui non rinunzierebbero mai. È allora che l’incontro con Gesù si fa davvero intimo e personale. Certo, l’incontro è tale anche durante la preghiera comunitaria, ma qui Gesù è presente anche fisicamente. È lì, nell’ostensorio, di fronte a noi, e ci guarda. Uno sguardo d’amore che ci trafigge, che non ci condanna, ma ci interroga, che chiede a ciascuno: ” Chi sono Io per te?”. Siamo qui per darGli questa risposta.

Eppure è Lui che continua il discorso: “Chi sono Io per te? Vengo come un povero, a mendicare il tuo amore e vengo anche come un re, per elargire benedizione e grazia sovrabbondante sulla tua vita. Ho sete di te, per cui ho dato me stesso sulla croce, come spero tu abbia sete di me, per sconfiggere ogni morte che è nel tuo cuore. Ho chiamato Lazzaro fuori dalla tomba ed ho sempre afferrato la tua mano, ogni volta che eri con un piede nella fossa.”

Mio Signore e mio Dio, ora non più parole, ma amore. Accetta questo mio piccolo e misero cuore e vieni a riepirLo di Te. Senza di Te, io non ho alcun bene. Senza di Te, senza il Tuo amore e la Tua misericordia, io non posso vivere. Voglio ancora guardare il Tuo volto ed essere raggiante. Voglio contemplare la Tua presenza e vedere in Te la mia vera me stessa.

Myriam Ramella Cascioli