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Verso le elezioni 3

VERSO LE ELEZIONI – PARTE 3

 

Con questa puntata concludiamo la rapida carrellata sulle qualità spirituali, pastorali e organizzative che, come Elettori, dovremo saper riconoscere nei Candidati al CIS prima di esprimere il nostro voto, affinché la composizione che risulterà dalle elezioni, e che governerà la Comunità nei prossimi 4 anni, risulti ben equilibrata: nei doni di ciascuno, nell’amalgama delle persone, nella capacità di servire e di far progredire questo bellissimo “progetto di Dio” che è la Comunità Gesù Risorto.

In corsivo ci sono le risposte alle vostre domande.

 

  1. 3a VOTANDO, COSTRUISCO LA COMUNITÀ

 

Anche al mio voto è affidata la costruzione della Comunità. Per questo mi preparo con la preghiera, con l’ascolto dello Spirito, con la conoscenza di tutti i sussidi che la Comunità stessa mi offre per l’occasione, con un discernimento attento sui Curriculum dei fratelli e delle sorelle ai quali darò la mia fiducia.

 

di A. Alberta Avòli Ricci

 

Elezione dei 400 Grandi Elettori (6 ottobre 2019)

Qui sicuramente il compito è più facile, perché le votazioni avvengono in ogni singola diocesi, dove normalmente ci si conosce di più. Chi manderò a rappresentarmi? I fratelli e le sorelle che maggiormente vivono la Comunità, che sono presenti, che le permettono di vivere con il loro stesso “esserci”; perché l’appartenenza non è un’astrazione e non si “fa famiglia” con chi solitamente non c’è. Coloro che ne hanno incarnato profondamente la spiritualità e i modi di essere; non importa se sono più giovani di altri, perché non è l’età anagrafica che fa la maturità spirituale. Quelli che hanno discernimento; e pertanto non terranno conto di considerazioni che si fermano all’apparenza, bensì sapranno guardare all’essenziale e a ciò che può realizzare un “bene comune” maggiore.

Ci stato chiesto se un Grande Elettore poi dovrà farsi portavoce del pensiero di quanti lo hanno votato. No; deve solo pregare, informarsi bene sui Candidati e votare in coscienza.

 

Elezione dei 7 membri del CIS (6 dicembre 2019)

  • Qui il compito è certamente molto più impegnativo, perché i Candidati al CIS appartengono a diocesi diverse e anche ad altre Nazioni, e benché siano stati scelti dal CIS in carica fra le persone più donate alla Comunità, è molto probabile che io, come Elettore, non abbia di tutti la stessa conoscenza.

Per questo è indispensabile che io legga con attenzione i loro Profili, pubblicati con largo anticipo sul nostro Sito; un’attenzione spirituale, che sappia cogliere gli elementi essenziali e mi faccia comprendere se quel Candidato abbia, accanto a tante indispensabili doti interiori, anche uno spiccato carisma di governo. E come posso rendermene conto? Semplicemente valutando quello che ha fatto e sta facendo al servizio della sua diocesi.

Per questo primo grande “passaggio” (il CIS diventerà di 7 membri eletti + i 3 Fondatori) è stato deciso infatti che i Candidati sarebbero stati presi fra i Delegati, così che avessero già messo in pratica doti di governo. Ecco, questo è il momento di valutare se e come questo prezioso servizio sia stato portato avanti e quali frutti ne sono scaturiti.

C’è vita e vitalità in quella diocesi? Si fanno incontri di comunione e di formazione per Responsabili? E Ritiri diocesani e per le Comunità di Crescita? Quali iniziative di evangelizzazione concrete vengono portate avanti, all’esterno della Comunità? C’è un’attenzione speciale verso i giovani? Quali tipi di rapporto con il Vescovo, con gli Organismi diocesani, con gli altri Movimenti?

Ci sono Delegati che hanno fatto “fiorire”, o “rifiorire”, le diocesi loro assegnate; è a loro che devo dare il mio voto, nella certezza che chi ha saputo impegnarsi così nel poco, saprà fare lo stesso nel molto.

C’è stato chiesto di mettere i Profili anche sulla Rivista, dato che ci sono persone anziane che non hanno dimestichezza con il Sito.

No; perché, per ovvie ragioni di spazio, dovremmo pubblicare solo le foto e l’informazione risulterebbe limitata allora solo all’aspetto e alla provenienza, senza tener conto del Curriculum.

 

  • Su questi Profili leggerò anche, con grande attenzione, a quali compiti specifici ciascun Candidato, se eletto, si sentirà di dare il suo contributo determinante. Beninteso, ogni membro eletto nel CIS dovrà occuparsi di tutte le attività che competono al CIS; però ci saranno sicuramente campi nei quali ciascuno si sentirà di dare un apporto più specifico, perché più corrispondente ai suoi carismi personali.

Allora io, come Elettore, dovrò saper valutare e trarre le necessarie conclusioni, perché sia coperto anche quel campo, quello per il quale altri non sembrano così disponibili. Non sembri un ragionamento peregrino, ma ci dovrà essere chi, oltre a organizzare gli eventi comunitari dal punto di vista spirituale, si assuma anche l’onere della parte burocratica e amministrativa; chi sappia redigere Documenti importanti e in linea con le richieste della Chiesa o di CHARIS; chi tramanderà la nostra storia e il patrimonio della nostra identità particolare, ecc.

C’è stata rivolta questa domanda: perché non chiedete a ogni Candidato di presentare il suo Programma (così come avviene nelle elezioni politiche)?

No; questo non serve, perché in realtà il Programma c’è già ed è ben esplicitato nello Statuto, nei Regolamenti-Vademecum, nel Programma di Formazione dei Candidati (portato avanti negli ultimi 3 anni). Ora occorre solo che ciascun Candidato espliciti dove e come si prodigherà di più.

 

  • Esprimendo il mio voto, devo avere la consapevolezza che sto “costruendo” la Comunità; e quando uno costruisce non lo fa solo per l’immediato presente, ma guarda anche al futuro. Mette cioè le basi, e tutto quello che occorre, perché tutto possa continuare e progredire nel tempo.

La nostra è una Comunità internazionale. Le missioni che l’hanno resa tale sono state dei miracoli di fede e di amore; le Nazioni che la compongono hanno tutte gli stessi diritti; l’Approvazione del nostro Statuto è dipesa da questa identità, che non dovrà fare passi indietro, bensì proseguire nel suo sviluppo.

Alcuni di noi, invece, devono ancora uscire dalla mentalità del “tutti della parrocchia mia”! Cioè da una tendenza (o tentazione?) all’egemonia, che rivela piuttosto una non comprensione dell’identità che il Signore ha voluto donarci, una ristrettezza di vedute.

Mentre portavamo avanti l’iter dello Statuto, al Dicastero Laici ci portarono l’esempio della vecchietta che si stupiva di questi nostri tempi, «Perché – come asseriva convinta – il Papa deve essere italiano!». No, il Papa deve essere “Cattolico”: preso dall’“universalità” della Chiesa di Cristo, dove non c’è più divisione fra giudeo e greco, ecc.

Come Elettore, è necessario che io mi abitui a pensare a una Comunità internazionale, con un Governo internazionale; e pertanto, se ci sono le persone adatte, a eleggere nel CIS membri di qualunque Nazione.

Ci è stata avanzata l’obiezione che si creeranno sicuramente nuovi problemi, primo fra tutti quello dei viaggi. È vero, ma le cose concrete trovano tutte una soluzione, quando sono l’attuazione di una ispirazione dello Spirito Santo. Al quale non dobbiamo mettere limiti, con considerazioni, anzi paure, che sono solo umane.

 

parte 1

parte 2