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Missione a Rubì PDF Stampa E-mail

Ormai sono le Comunità che abbiamo generato in Sud America che generano altre Comunità, anche qui in Europa! Come d'altra parte avviene, a livello generale, un po' in tutta la Chiesa, dove assistiamo a una "evangelizzazione di ritorno" da parte di quei Popoli che, più giovani nella fede, meglio di noi sanno mantenerne la freschezza e applicarne il mandato missionario.

Qui a Rubì tutto è nato infatti da Danilo e Erika, che, dopo aver favorito la nascita della Comunità Gesù Risorto in Cile, trasferitisi poi per lavoro in Spagna, hanno di nuovo "smosso mari e monti" affinché la Comunità si impiantasse anche nella loro nuova città.

Il quartiere dove ci troviamo è abitato prevalentemente da latino-americani; nella parrocchia che ci accoglie, dedicata a "San Paolo", nel piccolo nucleo che si ferma dopo la S. Messa, sono presenti infatti persone provenienti dal Cile, dall'Ecuador, dalla Colombia, dalla Bolivia, dal Paraguay... Tutti approdati qui in cerca di lavoro e pertanto super impegnati fino a tardi; il che ci costringe a collocare il "Seminario di vita nuova nello Spirito" in tarda serata e ad accelerare tutti i tempi, "cortando" un po' qua e un po' là e cambiando in continuazione il programma, per adattarlo a esigenze con non avevamo potuto preventivare.

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Come avviene in ogni missione, i rapporti con i nuovi fratelli e sorelle crescono di giorno in giorno. Cominciamo a chiamarci per nome. Prima ancora che sia arrivato il giorno della partenza, qualcuno ci dice con commozione che già ci "estraña", cioè che prova già nostalgia, che gli mancheremo.

Siamo colpiti dalla fede di interi nuclei familiari, che trova il suo punto di partenza (neanche a dirlo...) da mamme dai principi solidi, capaci di contagiare e di orientare alla chiesa mariti e figli. Ma, ancora di più, siamo colpiti dalla percezione, che tutti hanno, che tutto questo sta trovando il modo di consolidarsi ed espandersi nella più grande famiglia che è la Comunità.

Alcuni giovani vengono forse anche perché attratti dai canti; per qualcuno è proprio l'occasione, lo spunto per mettere di nuovo piede in chiesa. Il gruppo che animerà i canti in questi giorni nasce così, quasi in sordina; passando da un inizio in cui sembrava non esserci una grande iniziativa personale, a un coinvolgimento sempre più pieno, fatto di fotocopie dei testi, di "scalette" per sapere quali canti fare e in quale momento, di prove in orario anticipato, fino ad arrivare al conto a due voci. Quello che ci ha colpito è che, in questo sforzo di accoglienza del nuovo e di servizio alla Comunità, anche le voci più "indipendenti" alla fine si sono "intonate", segno anche questo di una comunione che si costruisce man mano, con la buona volontà di ciascuno.

 

I Responsabili che scegliamo, affinché conducano la Comunità dopo la nostra partenza, ci fanno testimonianze bellissime. Sono tutti molto coraggiosi. Accettano, perché stavano aspettando dal Signore "qualcosa" che potesse dare nuovo impulso alla propria vita e al Rinnovamento Carismatico locale (o meglio, quello presente a Barcellona, perché a Rubì, una città di 72000 abitanti, la nostra è per ora l'unica realtà aggregativa laicale!).

Fra di loro due "pance", e pure belle grosse: la seconda bimba di Erika nascerà infatti fra meno di due settimane e quella di Luz Elena fra due mesi: che meraviglioso segno di fecondità, nella carne come nello spirito, così come il Signore ci dice profeticamente quando imponiamo le mani su di loro!

Anche le preghiere con l'imposizione delle mani, che faremo nel Ritiro della domenica, saranno tutte all'insegna di una continua promessa di fecondità, di doni che si manifestano all'istante, di consolazioni interiori profonde.

C'è chi è tornato ai Sacramenti dopo 17 anni; chi, colpita da trombosi e conseguente emi-paresi, oggi cammina senza l'ausilio del deambulatore; chi non sente più il dolore alle ossa.

La gioia di tutti, testimoniata con parole semplici e sentite, è il miglior inizio per la Comunità che lasceremo. Ci consola soprattutto il fatto che la timida rispondenza iniziale è cresciuta in questi pochi giorni fino a una partecipazione più piena e a una maturazione nella fede, senza la quale le conversioni e guarigioni testimoniate non sarebbero potute avvenire.

 

Certamente questo non è che l'inizio; però è un inizio confortante: lasciamo infatti un "senso della Comunità", un sentimento di appartenenza, un bisogno di pregare insieme nello Spirito, di porsi realmente al servizio gli uni degli altri; offriamo le ulteriori opportunità per crescere in questa spiritualità e nei modi comunitari; ci ripromettiamo di camminare insieme, di aiutarci, visto che le distanze reali ormai sono abbattute da internet.

Soprattutto mettiamo questa giovane Comunità sotto la protezione di Maria, forti anche di un avvenimento singolare: nella S. Messa, che conclude la nostra missione, viene celebrata per la 1° volta nella diocesi di Terrassa (staccatasi da cinque anni da quella di Barcellona) la solennità della "Virgen de la Salud" e noi capiamo con gioia che, senza averlo preventivato, la nuova Comunità Gesù Risorto è nata proprio per la sua materna intercessione.

Alberta Ricci

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