Teresa

Abito in una casa isolata e per di più resto gran parte del giorno da sola; ma più che dei ladri avevo paura di rimanere sola con i miei pensieri di morte. Ma da quando frequento la Comunità e ho ricevuto l’effusione mi sembra di essere diventata un’altra persona: non ho più nessuna angoscia, non ho più paura del buio e dei rumori e, più i giorni passano, più mi sento in pace con me stessa e con Dio.

Non solo, ma Gesù mi ha guarito anche dall’artrosi cervicale, dall’artrite reumatica, dalla faringite, dalla sinusite, dalle sedimentazioni, dalle infiammazioni; non ho più svenimenti; la mia vista è migliorata e posso incontrare Gesù nella lettura della Bibbia.

Il Signore però non ha ancora finito di stupirmi, perché ora ha iniziato la sua opera anche con mio marito e i miei figli.

Nino

Non sono ancora quello che si può definire un fedele. Però posso dire che veramente mia moglie è guarita fin dalla prima volta che è venuta in Comunità. Aveva tanti problemi, si lamentava continuamente per i suoi dolori, un mal di testa che non la lasciava mai. Visite mediche specialistiche e l’acquisto di medicine erano i nostri discorsi di tutti i giorni.

Ci siamo affidati anche a guaritori, a maghi e pranoterapeuti, abbiamo fatto pellegrinaggi a piedi, ma senza esito. Abbiamo cercato anche l’aiuto della preghiera di un monaco famoso di cui avevo letto il nome sul giornale. Per essere ricevuti ci siamo messi in coda fuori dalla chiesa sin dalle tre del mattino. Ma la situazione è rimasta la stessa e mia moglie stava sempre male.

Poi un giorno, ricordo che era di giovedì, lei mi disse che andava con Anna a una riunione nella nostra parrocchia e da quel giorno la vita di mia moglie è cambiata da così a così. Pensate; quando mi disse che andava tra persone che non erano né guaritori, né maghi, né gente famosa, ho detto tra me: “Sarà! Ma è un altro buco nell’acqua.”

Naturalmente Teresa ha voluto che andassi con lei al Convegno: Io non conoscevo la Comunità e non avevo nessuna voglia di passare quattro giorni a dire preghiere, io che non prego mai. Le dissi di sì, che l’avrei accompagnata, ma che appena mi fossi annoiato sarei andato in un paese vicino, dove ho un amico. Se sono qua a raccontare tutto questo è anche perché l’esperienza del Convegno, secondo me, la dovrebbero fare tanti miei amici e parenti. Non solo non mi sono annoiato, ma ne ho ricevuto un aiuto grande e così ho conosciuto un modo di pregare che mi ha coinvolto.

A Teresa ho già detto che ci ritorniamo; mi libero dal lavoro e partiamo con tutti voi.

Teresa e Nino

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