Ritiro di tutte le Comunità del Centro Nord Italia

“Lo Spirito Santo ci spinge all’evangelizzazione”

 

Torino, 31 maggio 2015

10550956_673505049422947_5467253110139058463_nIl 31 Maggio si è svolto a Torino, nella parrocchia di San Gioacchino, il ritiro delle Comunità Gesù Risorto del centro nord.

Abbiamo cominciato a pensare a questo ritiro nel 2014 quando abbiamo saputo dell’ostensione della Sindone, in occasione del bicentenario della nascita di Don Bosco. Personalmente già un anno prima lo Spirito ha messo nel cuore una sensazione forte delle grazie che avremmo ricevuto. Man mano che il tempo passava, il progetto del Signore prendeva forma, fino a concretizzarsi tra non poche tentazioni, incomprensioni  e nuove prove che, come per le grandi grazie, si sono verificate anche immediatamente prima che dopo la fine del ritiro. Tanti sono stati i fratelli venuti da molte parti d’Italia, dal Veneto, alla Lombardia, alla Toscana, all’Emilia, al Lazio e le presenze preziose del CIS, dell’Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia nella celebrazione della messa e di padre Banjamin che ci ha accolto nella parrocchia.

Sabato, giorno prima del ritiro, con la visita alla Sindone, l’atmosfera è stata subito quella di gioia e festa, un forte spirito di gioia e di unità; dopo la coda dovuta ai controlli per il corretto svolgimento della visita, ci siamo trovati davanti al segno che Gesù ci ha lasciato; la preghiera e l’intimità di quei momenti ha preso il posto dei discorsi allegri ed ognuno di noi ha cercato un dialogo, passatemi il termine, quasi avido con Lui, quasi che da quel telo potessimo ricevere un segno più concreto, più personale ed intimo da Gesù.

Domenica, giorno del ritiro, è anche la festa della Santissima Trinità; è stato subito presente lo Spirito di gioia, ma anche quell’ardore dei primi convegni. La lode si è alzata potente ed uno Spirito di guarigione e liberazione molto forte si è posato su tutta l’assemblea. Le tentazioni, i pensieri ed ogni tipo di mortificazione e divisione sono stati schiacciati dallo Spirito Santo; a ripensarci bene è stata proprio la Santissima Trinità ad indicarci la Via di quella festa che è 11163125_673584269415025_2198228911366937285_osempre presente tra il Padre, il Figlio e lo Spirito. Non ci può essere gioia piena infatti se c’è divisione di qualsiasi tipo. La conferma di quello che il Signore ci stava dicendo è venuta dalla parola del profeta Geremia 33, 2-3 “«Così dice il Signore, che ha fatto la terra e l’ha formata per renderla stabile, e il cui nome è Signore: Invocami, e io ti risponderò e ti annuncerò cose grandi e impenetrabili, che non conosci.”. Quella parola leggendola mostra un Padre che non vuole lasciare nell’angoscia i suoi figli, ma che non vede l’ora di parlargli, spiegargli le cose, guidarli e vederli felici.

L’insegnamento è tenuto da Alberta ed è sul tema: “Lo Spirito Santo ci spinge all’evangelizzazione”; diventa
maggiormente chiaro che ogni pezzo della giornata chiarisce una parte del progetto di felicità che il Padre ha per ognuno di noi, non solo, ma ci indica proprio la via per realizzarlo. Ognuno di noi si interroga sul proprio stato, senza guardare oltre ed è invitato a capire come realizzare meglio la propria 11116573_674592782647507_8079417223695920825_ovocazione, il proprio progetto.

Dopo il pranzo, la giornata giunge a compimento con la lieta presenza dall’Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, il
quale celebra la messa insieme a padre Banjamin, parroco di San Gioacchino; l’arcivescovo Cesare, come ama farsi chiamare lui stabilendo un contatto più diretto con le persone, ha per noi sempre parole di forte affetto e riflettendo sulla solennità del giorno e sul tema della giornata, ci sprona a proseguire questo cammino con determinazione, fortezza e serenità, chiedendo allo Spirito i doni di cui abbiamo bisogno.

 

Adriano Mosca

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