Roma, 6 marzo 2016

“Giorno e notte ti ho cercato”

È all’insegna della comunione che si crea attorno al cibo condiviso, nello specifico cornetti caldi per tutti, portati da uno di noi, che viviamo la meraviglia dell’incontro. In una splendida giornata di sole, la Sala “Don Umberto Terenzi” è gremita: 12795029_790243917749059_1720565940737478510_osiamo più di centocinquanta, alcuni provenienti dalla Campania e qualcuno addirittura alla sua prima esperienza carismatica. «Buongiorno e benvenuto qui, fratello amato da Gesù»: sono queste le parole di accoglienza che ci rivolgiamo reciprocamente su input di Giovanni, nostro speaker d’eccezione.

La preghiera si apre con una potente invocazione allo Spirito Santo, il cui canto in lingue acclama il Signore della vita per l’amore che sta riversando su di noi. Le mani levate al cielo e i volti sorridenti esprimono l’emozione per la chiamata ricevuta. Lui ci ha amato sin dal grembo di nostra madre, cercandoci nelle nostre povertà, manifestandosi a noi e attendendo pazientemente il nostro “sì” per potersi far carico dei nostri pesi e salvarci. Un abbraccio di misericordia fra tutti noi, uguali nello Spirito e fratelli nella fede nel Cristo consolatore, fa da preludio alle guarigioni del cuore che ci fanno scoppiare in pianti di gioia.12829447_790244107749040_4756705702175928357_o

Profonda testimonianza di conversione quella che emerge dall’insegnamento degli sposi Davide e Sara, già protagonisti con il piccolo Maurizio del “Presepe vivente” inscenato nell’incontro diocesano a Don Bosco, prima delle festività natalizie. Analogamente al figliol prodigo, nella sua ribellione per la separazione dei genitori e per la tragica scomparsa del fratello, Davide si riconcilia con il Padre celeste cadendo nel “riposo nello Spirito” in un Ritiro della Comunità e da quel momento in poi decide di ridonargli la vita. Anche Sara condivide con noi le grazie ricevute, quando è risorta dalla solitudine che provava per l’allontanamento forzato dai suoi familiari.

Molto intensa la Celebrazione Eucaristica, presieduta da don Marco, che ci ricorda come Dio guarda essenzialmente il nostro cuore e non i nostri peccati, e desidera ardentemente fare una storia nuova ed esclusiva con ciascuno di noi, per 12829063_790246224415495_6939659666851514939_oquanto insignificanti possiamo sentirci. Una toccante preghiera di tutta l’assemblea sul sacerdote chiude la mattinata.

Il pranzo è rallegrato da un’agape fraterna a base di pasta e dolci vari: noi giovani, i Delegati diocesani presenti e i fratelli del CIS siamo oramai una grande famiglia.

Il pomeriggio inizia con il passaggio della Porta Santa, aperta nella Torre del primo miracolo, dove campeggia l’antica immagine tanto cara ai romani. La Porta rimanda al passaggio dal peccato alla grazia che ogni cristiano è chiamato a compiere, guardando a Cristo che di Sé dice: «Io sono la porta». La attraversiamo sulle note di “Eccomi”, regalando un abbraccio agli altri fratelli subito dopo il varco. In seguito ci viene illustrato il significato del logo del Giubileo che, opera del gesuita p. Marko I. Rupnik, si presenta come una piccola “summa teologica” del tema della 12440307_790246521082132_37277641099122992_omisericordia.

Commovente l’insegnamento di Davide, figlio di una ragazza madre e convertito al Salvatore dopo esperienze di droga, che ora è diventato addirittura insegnante di religione e che chiude il suo intervento con una canzone inedita di rap cristiano.

La giornata prosegue con l’Adorazione Eucaristica, animata da una forte preghiera di lode che proclama la santità di Dio. Siamo immersi in un fiume di vita, il sangue di Cristo, e varie profezie ci annunciano i prodigi che il Signore compirà nella nostra vita manifestandosi in nuovi carismi. Come gesto profetico deponiamo gli oggetti delle nostre dipendenze all’interno di un cestino, a fianco del quale ve n’è un altro contenente rotolini con versetti della Scrittura.

Un bellissimo inno di amore al Padre chiude questa giornata di grazia. Lode a Te, Signore, per le meraviglie che stai compiendo tra i giovani della Comunità Gesù Risorto.

Paolo Todarello

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