Basta poco per far partire un’iniziativa, basta che lo voglia Lui.
Era tempo che aspettavamo nascesse tra i giovani della Comunità Gesù Risorto, un gruppo che avesse il desiderio di collaborare insieme per coltivare “la vigna” del Signore. Da molto tempo alcuni di noi lo sentivano nel cuore e le preghiere non sono mancate.
Il Signore ci ha fatto aspettare affinché raggiungessimo una fede più matura e ora non ci ferma più nessuno! Siamo anche cresciuti numericamente e ci aspettiamo di essere sempre di più. La CGR Young ora è al Suo servizio e vogliamo raccontarvi i frutti che stiamo raccogliendo strada facendo.

foto del 06 marzo in sedeEra il 6 marzo quando ci riuniamo in Sede per elaborare tutte le nostre idee, questa volta con la partecipazione straordinaria del CIS di Roma al completo. Iniziamo con una bella preghiera potente dove il Signore ci manda un passo ad hoc, in particolare: «Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!» (1Gv 2, 15-17).

Detto questo non rimane che “armarsi” e partire! L’evento principale di cui parlare e discutere è l’organizzazione dello “Spiritual Pic-nic” previsto per il 29 giugno nella cappellina sita nella Villa Doria Pamphilj, conosciuta da tutti i “romani” e situata a pochi passi dal Gianicolo. Quest’anno, a differenza delle altre volte, abbiamo pensato di esporre Gesù Sacramentato per l’Adorazione Eucaristica, all’esterno della cappellina, vista la forte affluenza di persone che passano di lì dando quindi la possibilità a chiunque si trovasse a camminare anche per caso, di godere dei “fiumi d’acqua viva che sgorgano da Lui”.

13558913_1755931877957035_4304507678626361971_oVogliamo farvi partecipi di questa bellissima esperienza narrandovi anche qualche testimonianza.
Ci siamo incontrati già dalla mattina presto per sistemare e organizzare il tutto, altare, sedie, microfoni, chitarre… (grazie anche al grande sostegno di Padre Waldek) e dopo, tutti insieme e con la gioia nel cuore, facciamo comunione, giocando, divertendoci, mangiando e condividendo tutto proprio come una grande famiglia. Per la circostanza ci raggiunge anche un fratello da Napoli per vivere insieme con noi questa giornata.

Ci siamo! Alle 15.00 dopo esserci ricomposti iniziamo con la S. Messa. Per l’occasione abbiamo fatto anche un collegamento in diretta facebook dal gruppo della nostra Segreteria CGRyoung per permettere ai nostri fratellini che non sono potuti venire e a quelli lontani, di condividere con noi ogni momento.

E pensare che noi avevamo paura che con la nostra umile attrezzatura non si sarebbe sentito nulla! Grande sei Signore! Sotto l’altare mettiamo due cestini, uno vuoto dove deporre le intenzioni e preghiere da offrire al Signore e un altro pieno “della sua grazia” con bigliettini arrotolati, da prendere, su cui sono scritti passi della sua Parola.

13559023_1755932761290280_196497830116184197_o Ogni persona che passa di lì, chi con bicicletta, chi fa jogging, chi passeggia mano nella mano… arrivati davanti all’Altissimo, alza gli occhi a Gesù e si fa il segno di croce.
Dall’animazione si sente, a voce alta, una parola che scuote gli animi: “Non aver paura, cercami!”. Ed ecco una coppia di fidanzati avvicinarsi, intimiditi, per vedere cosa stessimo facendo. Lei già è commossa lui, invece fa il duro, un ragazzo dalle idee anticonformiste. Voleva mandare da sola la ragazza a deporre il bigliettino sotto l’altare con la loro richiesta o intenzione, ma alla fine non sappiamo come o cosa sia successo, sono andati insieme. Il Signore oggi voleva proprio loro! Gesù li ha proprio scelti. Regaliamo loro la maglietta ufficiale della CGR e con il cuore pieno di commozione, restano ancora un po’ lì, in ascolto, abbracciandosi e pieni dell’amore di Gesù.

13576865_1755932684623621_2346363886264694514_o“Il Signore sta chiamando chi è lontano!” echeggia ancora dall’altare. Una coppia, marito e moglie, sostano un po’ distanti, sotto la scalinata ad ascoltare; sono incuriositi ma distaccati. Uno di noi si avvicina a loro per invitarli a salire ma lei non vuole avvicinarsi perché è vestita da jogging e con le spalle scoperte, e quindi “impresentabile” davanti a Gesù.
La tranquillizziamo dicendole che è una giornata caldissima e che sia normale come sia vestita e che ciò non è scandaloso; le facciamo notare che abbiamo posto l’altare all’esterno proprio per limitare questi vincoli e per renderlo accessibile a tutti, anche a chi sta correndo.

Lei però è irremovibile, allora le facciamo notare che intorno alla pancia ha legato un foulard e a quel punto le si illuminano gli occhi, ci guarda e con voce tremula ci dice: “Che strano. Non porto mai un foulard quando vengo a camminare qui a villa Pamphilj!” Le diciamo che nulla è a caso ma questo incontro il Signore glielo aveva preparato per loro!
Si slega il foulard dalla vita, se lo mette sulle spalle e, insieme al marito, si avviano davanti al Re.
Anche due agenti di polizia che circolano lì per controllare se abbiamo i permessi, ci chiedono di cosa si tratta. Gli parliamo di Gesù, della nostra missione, delle varie Comunità dislocate per la città e se tra queste ce ne fosse qualcuna vicino alle loro abitazioni. Regaliamo loro anche copia della Rivista, e a un certo punto, dopo essersi fermati ad ascoltare un po’ di preghiera, li vediamo salire su per la scalinata e arrivare in cima, dal Re dei Re.
13580540_1755931614623728_6682800959047357013_oQuesti piccoli miracoli sono “grazie” che sciolgono cuori induriti magari da mesi o anni o giorni, ma comunque cuori che tornano alla vita perché baciati dalle labbra di Gesù, sfiorati dal soffio dello Spirito Santo. Si notava proprio che lì sull’altare c’era una forza attrattiva, come una calamita che faceva fermare le persone, anche le più disinteressate, le più anticonformiste… ma si fermavano.

Questo è Dio… e noi siamo i suoi figli! Il solo fermarsi e restare a guardarlo è stato un riconoscersi figlio. Anche il cuore più in lotta lo ha sentito. Quel momento non è stato a caso! Se solo noi non avessimo organizzato nulla, se non ci fossimo messi al servizio… come avrebbe potuto agire e operare il Signore verso tutte quelle persone, con quei cuori pieni di dubbi, di lotte e insicurezze?

“Rendetevi strumenti!” ci dice il Signore! E ce lo sta chiedendo soprattutto a noi giovani, per arrivare agli altri giovani! Noi siamo e dobbiamo essere il futuro!

Voglio concludere con una frase detta da Papa Francesco nell’udienza giubilare del giorno successivo a questo incontro e che ho ascoltato casualmente a lavoro dalla tv accesa in una stanza di una paziente mentre la medicavo: “La gente che passa, che va avanti nella vita senza accorgersi delle necessità degli altri, senza vedere tanti bisogni spirituali e materiali, è gente che passa senza vivere, è gente che non serve agli altri. Ricordatevi bene: chi non vive per servire, non serve per vivere.”. È ovvio che è la nostra conferma! Grazie Gesù!

Emanuela Melacca

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