Roma, 16 Ottobre 2016

Domenica 16 ottobre, presso la Parrocchia di Santa Maria del Rosario ai Martiri Portuensi, un’assemblea festante di fratelli si riunisce per la giornata di ritiro delle Comunità di Crescita.
14713579_930102240429892_4904970397527092950_nLa preghiera del mattino si apre con una lode potente, mentre viene annunciato che la Corte Celeste degli Angeli e dei Santi scende dall’alto per lodare con noi il Nome del Signore! E subito dopo l’invocazione allo Spirito Santo genera un’effusione di fuoco: Gesù ci invita a rinforzare le ginocchia stanche e a combattere con le armi di Dio per rinnovare la nostra mente e il nostro modo di agire, per diventare uomini nuovi. Si proclama il passo profetico di San Paolo (Col 3,1-2): ”Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra”. Siamo chiamati a fare un passo di qualità nella vita spirituale, a compiere la scelta carismatica aprendo i nostri cuori ai doni e ai carismi dello Spirito Santo. I fratelli che animano la preghiera invitano ora tutti i presenti ad imporsi le mani reciprocamente, ognuno sul fratello che gli è accanto: è un’esperienza
forte di presenza del Signore, che si prende cura di ciascuno di noi, che ci conosce profondamente e vuole parlarci cuore a cuore!
Inizia poi l’insegnamento di Carmela De Leo Giordano. Il tema di riflessione è: “Ognuno ci consideri come ministri di Cristo” (1Cor 4,1). Il ministro è colui che serve il governo e che si compromette in prima persona.
Anche noi, come ministri di Gesù, siamo chiamati a servire il Suo Governo che non decadrà mai, compromettendoci nell’impegno di trasformarci interiormente per incarnare Gesù Risorto sulla Terra. Si tratta di una chiamata specifica a divenire santi mediante il dono della vita carismatica che passa attraverso la vita comunitaria: l’una disciplina l’altra, l’una fa crescere l’altra.file-21-10-16-14-26-16
La seconda parte della giornata si apre nel primo pomeriggio con l’Adorazione Eucaristica: Gesù si presenta a noi come Servo d’amore e richiama i cuori di tutti ad aprirsi al servizio; così oggi, davanti a Lui, diciamo il nostro “sì” al Signore: “Vogliamo servirti nell’amore!!”. I fratelli che animano la preghiera invitano l’assemblea a compiere un gesto carismatico: indossare davanti a Gesù il “grembiule del servizio” come segno di disponibilità e impegno a servire Gesù nei fratelli. E’ un gesto forte di donazione al Signore, accompagnato dalla preghiera del cuore: “Gesù, ti offro tutto ciò che ho e che sono, e tutto metto al tuo servizio!”. Tutti insieme, in processione, ci accostiamo a Gesù Eucarestia e indossiamo simbolicamente il grembiule con immensa gioia e commozione perché in questo momento l’amore e la tenerezza di Gesù per ciascuno di noi si fanno tangibili! Dalla tasca del grembiule estraiamo un bigliettino con un messaggio: “Prendi il grembiule sacro del servizio, come dono da parte di Dio; con questo ti lascerai usare come ‘ministro di Cristo’, fino alla fine”. Nel frattempo il passo profetico che viene proclamato (Lc 10,18-20) annuncia: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male. Tuttavia, non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”.
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Il ritiro si conclude con la celebrazione della Santa Messa presieduta da Don Santino Giuseppe Quaranta (parroco della Parrocchia SS. Aquila e Priscilla).La Liturgia della Parola ci presenta il passo del Vangelo dove Gesù ci invita a pregare sempre senza stancarci mai (Lc 18, 1-8); e ci garantisce che la nostra preghiera è sempre ascoltata e sempre esaudita perché il Padre non manca mai di elargire la Sua grazia: anche se non otteniamo le “cose” che chiediamo, è certo che il dono che subito il Signore riversa su di noi, è il dono dello Spirito Santo; di conseguenza, come spiega don Santino, la preghiera genera in noi una trasformazione interiore che ci fa crescere e ci fa assomigliare sempre di più a Gesù, nell’amore fiducioso verso Dio e nell’abbandono filiale tra le Sue braccia di Padre.

Cristina e Roberto Alessandrini

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