È in arrivo la Pentecoste, che è la festa dello Spirito Santo e quindi la nostra festa!
Quest’anno è ancora più speciale perché Papa Francesco, proprio in questa occasione, calendarizzò a Roma il Giubileo dei Movimenti, delle Associazioni e delle Nuove Comunità che sono state convocate tutte insieme in Piazza San Pietro. Il filo comune che le lega è infatti lo Spirito Santo che ha suscitato i laici a creare nuovi cammini di grazia e iniziative all’interno della Chiesa, i cui frutti vediamo nella vita di ogni giorno. Ci siamo anche noi della Comunità Gesù Risorto assieme ad altri fratelli delle realtà aderenti a CHARIS, oltre a rappresentanti di tutte gli altri Movimenti e Comunità ecclesiali.
La grande festa comincia sabato 7 giugno e si apre con la Veglia di Pentecoste che si sviluppa in tutto il pomeriggio. Fin dalle 16, infatti, ascoltiamo canti e testimonianze di persone che sono state toccate dalla grazia e hanno incontrato l’amore vero che li ha sedotti e toccati nel profondo. Ascoltiamo storie di guarigione, di evangelizzazione e anche gesti coraggiosi, tutti frutti dello Spirito Santo.
Alle 19:30 un boato si alza dalla piazza: Papa Leone è con noi! Con la sua papamobile gira per la piazza, salutando e benedicendo tutti e fermandosi numerose volte per accogliere i bambini che gli sono presentati. Giunto poi sul sagrato di San Pietro, in una piazza gremitissima di bandiere, striscioni e circa 70 mila persone, comincia la Liturgia della Veglia.
Vengono accese sette candele, simbolo dei doni dello Spirito e ascoltiamo la Parola di Dio: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio”.
Le parole del Santo Padre sono preziose per tutti noi: “Carissimi, Dio ha creato il mondo perché noi fossimo insieme. “Sinodalità” è il nome ecclesiale di questa consapevolezza. È la via che domanda a ciascuno di riconoscere il proprio debito e il proprio tesoro, sentendosi parte di un intero, fuori dal quale tutto appassisce, anche il più originale dei carismi”.
È poi delineata la nostra missione: l’evangelizzazione che “non è una conquista umana del mondo, ma l’infinita grazia che si diffonde da vite cambiate dal Regno di Dio. È la via delle Beatitudini, una strada che percorriamo insieme, tesi fra il “già” e il “non ancora”, affamati e assetati di giustizia, poveri di spirito, misericordiosi, miti, puri di cuore, operatori di pace”.
Il Papa conclude esortandoci ad obbedire sempre allo Spirito Santo, così “le sfide che l’umanità ha di fronte saranno meno spaventose, il futuro sarà meno buio, il discernimento meno difficile”. Rinnoviamo quindi la professione di fede tutti insieme e innalziamo a Dio la nostra preghiera comune.
Portando nel cuore queste parole del Santo Padre, riceviamo la benedizione e siamo felicissimi di guardarci attorno nella piazza: siamo tantissimi cristiani, tutti fratelli, tutti uniti e tutti gioiosi.
Solo lo Spirito Santo può compiere queste meraviglie!
Il giorno dopo, alle 10, il Santo Padre saluta nuovamente tutti dalla papamobile ed è sempre un momento emozionante e di festa. A seguire viviamo la celebrazione solenne della Domenica di Pentecoste. Nell’omelia, Papa Leone ci ricorda che “lo Spirito opera qualcosa di straordinario nella vita degli Apostoli. Essi, dopo la morte di Gesù, si erano rinchiusi nella paura e nella tristezza, ma ora ricevono finalmente uno sguardo nuovo e un’intelligenza del cuore che li aiuta a interpretare gli eventi accaduti e a fare l’intima esperienza della presenza del Risorto: lo Spirito Santo vince la loro paura, spezza le catene interiori, lenisce le ferite, li unge di forza e dona loro il coraggio di uscire incontro a tutti ad annunciare le opere di Dio.”
Lo Spirito Santo “apre le frontiere anche nelle nostre relazioni. […] e quando l’amore di Dio abita in noi, diventiamo capaci di aprirci ai fratelli, di vincere le nostre rigidità, di superare la paura nei confronti di chi è diverso, di educare le passioni che si agitano dentro di noi. Ma lo Spirito trasforma anche quei pericoli più nascosti che inquinano le nostre relazioni, come i fraintendimenti, i pregiudizi, le strumentalizzazioni”. Con lo Spirito Santo, invece, viviamo relazioni vere e buone, caratterizzate da amore, gioia, pace, magnanimità. I prodigi dello Spirito Santo, poi, riguardano tutto il mondo perché “lo Spirito infrange le frontiere e abbatte i muri dell’indifferenza e dell’odio”.
Infine, il Sommo Pontefice ci esorta dicendo che “è la Pentecoste che rinnova la Chiesa e rinnova il mondo!”. Noi in tutto questo ci crediamo e vogliamo impegnarci a viverlo sempre nella nostra amata Comunità Gesù Risorto e nella Chiesa, in comunione con tutti gli altri movimenti.
Siamo tutti fratelli! Che gioia stare tutti insieme, come Chiesa, in questo Anno Santo!
Giovanni Gargiulo
