Primo Congresso Regionale delle Americhe
La Colombia ha ospitato il Primo Congresso Regionale delle Americhe della Comunità Gesù Risorto, tenutosi il 26 e 27 luglio nel Collegio Santa Maria del Rosario di Medellín. L’evento ha riunito fratelli e sorelle nella fede per due giorni di profonda riflessione, preghiera e comunione.
“Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te” (Is 60,1)
Sabato 26 – Risveglio alla speranza
Il congresso è iniziato in un’atmosfera di gioia e fraternità, scandita dal canto “Maravilloso eres” che ha accolto tutti i partecipanti. Un momento emozionante è stato il benvenuto delle Nazioni, dove delegazioni provenienti da Messico, Costa Rica, Venezuela, Perù e Italia hanno sfilato con le loro bandiere. Con un meraviglioso gesto d’amore, i padroni di casa colombiani hanno donato una pianta a ciascuna nazione presente, mentre queste hanno offerto le loro bandiere come simbolo di unità e accoglienza. Sono state ricordate con affetto anche le Comunità di Argentina e Cile, che non hanno potuto essere fisicamente presenti. La mattinata è proseguita con una profonda funzione mariana, in cui Maria è stata accolta come Madre del Congresso, poi l’inno dell’evento ha risuonato con fervore in tutta la sede. Padre Julio Cesar, Consigliere del Rinnovamento Carismatico dell’Arcidiocesi di Medellín, ha tenuto un’omelia piena di speranza e di gioia, incentrata sul passo di Isaia che ha ispirato il tema del Congresso. Il testo, scritto dopo l’esilio a Babilonia del popolo di Israele, ci invita a risvegliarci e a ricominciare. Padre Julio ha sottolineato come, imitando le virtù di Maria, possiamo avvicinarci ad essere discepoli e, commemorando i Santi Gioacchino e Anna, ha quindi offerto una preghiera speciale per accogliere Maria nei nostri cuori. A seguire, la preghiera comunitaria, guidata da alcuni membri del CIS e dai delegati di Medellín, ha invitato a vivere una “nuova Pentecoste”, e la gloria del Signore si è manifestata attraverso una forte effusione dello Spirito Santo.
L’insegnamento di Nerissa Tamayo, “Alzati e risplendi”, è un invito alla restaurazione e alla speranza che esorta i partecipanti a emergere dalla tristezza e dall’inattività per risorgere, poiché la luce di Dio è senza tempo e onnipresente. Non si tratta di brillare di luce propria ma di riflettere la gloria del Signore, che è una manifestazione concreta della sua divinità. Sperimentiamo questa gloria già qui sulla terra, e siamo chiamati a essere “diamanti preziosi del Signore” che devono riflettere il suo splendore per raggiungere altri. L’insegnamento rileva che l’umiltà e la speranza sono fondamentali per preservare la gloria di Dio, e che di fronte alle prove dobbiamo abbandonarci a Lui, confidando nella risurrezione di Cristo come garanzia della nostra fede.
La sessione mattutina si è conclusa con l’Eucaristia presieduta da Padre Elvis Huertas de la Rosa, parroco di Nostra Signora di Coromoto, in Venezuela. Padre Elvis ha ricordato la Giornata Mondiale dei Nonni e l’eredità della fede, ha detto che la Comunità è un’opera della Chiesa e che Dio ci sceglie per una missione, invitandoci a portare la croce con la promessa di sollievo per chi è oppresso. Un momento di grande intensità è stata la preghiera comunitaria che ha seguito l’Eucaristia: siamo un solo gregge e dobbiamo rivestirci di sentimenti di mitezza e perdono. L’invito a risorgere come Lazzaro e ad emergere dalla tomba del cuore è risuonato come una chiamata alla nostra risurrezione personale. La giornata si è conclusa con l’Adorazione del Santissimo Sacramento, uno spazio intimo in cui i partecipanti hanno avuto l’opportunità di lasciare simbolicamente tutti i loro fardelli e le loro preoccupazioni in una scatola davanti a, sperimentando guarigioni e riconciliazioni.
Domenica 27 – Risplendere nell’amore
Il Signore ha manifestato la sua misericordia per le sofferenze umane, consolando e guarendo le ferite dell’abbandono e del rifiuto. Per farlo, ha chiesto ai presenti di mettere una mano sul proprio cuore e l’altra nella mano del fratello o della sorella a fianco, pregando gli uni per gli altri. È stato come se Dio stesso pregasse per noi e guarisse le nostre ferite. In profezia, il Signore ci ha donato il passo della parabola del Buon Pastore, perché ama le sue pecore e desidera che entrino dalla sua porta con fiducia, sapendo che nessun ladro potrà far loro del male. L’insegnamento di Christian Leal, “La gloria del Signore risplende su di te”, sottolinea che la risurrezione di Gesù apre un cammino di speranza. Camminare nella speranza implica amare e fare la volontà del Padre con ogni atto, parola e pensiero. Senza amore, ogni sforzo è inutile. Essere “Gesù Risorto” significa fare della vita un dono, ciò implica avere un’esperienza intima di Gesù, legata alla Parola e alla vita sacramentale. La gloria del Signore risplende su di noi per condurci alla santità, facendoci riconoscere la presenza di Dio, accogliere il suo amore e testimoniarlo. L’annuncio del Signore è l’unica cura per l’umanità, e noi, come “popolo profetico e santo”, siamo chiamati ad annunciare una “santità popolare”. Sono seguite tre forti testimonianze, attraverso cui abbiamo condiviso come la gloria di Dio si sia manifestata durante il Congresso, ispirando e rafforzando la fede dei presenti.
La preghiera comunitaria è stata il momento culminante della giornata. I responsabili e i delegati hanno pregato su chi sentiva il bisogno di guarigione, poi per i giovani presenti, riconoscendoli come luce e futuro del messaggio di Cristo. L’Eucaristia conclusiva, presieduta da Padre José Camilo Arbeláez, parroco della Visitación a Medellín, Colombia, ha espresso l’importanza della perseveranza nella preghiera. Padre José Camilo ha affermato che “preghiera e Spirito Santo sono un binomio inseparabile” e che senza lo Spirito non c’è santità. Ha parlato dell’importanza della preghiera per le missioni, citando Santa Teresa di Gesù Bambino. Infine, i membri del CIS hanno compiuto un gesto d’amore verso i delegati, consegnando loro una croce. I delegati di Medellín hanno quindi pregato per i sacerdoti in segno di gratitudine per il loro servizio, chiudendo un evento memorabile all’insegna dell’unità, della fede e della speranza.
Maria Fernanda Molina
