Omelia di S. E. Rev.ma Mons. Santo Marcianò Vescovo di Frosinone-Veroli Ferentino e Anagni

La Santa Messa del 30 aprile 2026 è stata presieduta da Mons. Marcianò, Vescovo di Frosinone-Veroli Ferentino e Anagni, e concelebrata da S. E. Rev.ma Mons. José Camilo Arbelaez Montoya Vescovo della Diocesi di Velez (Colombia) e numerosi sacerdoti. Durante l’omelia, Mons. Marcianò ci ha detto: “Canterò in eterno l’amore del Signore…” sono le parole del salmo che basterebbero a spiegare le letture che abbiamo ascoltato e a definire il carisma della Comunità Gesù Risorto: la lode a Dio, accompagnata dall’esercizio dei carismi e dall’ascolto attento della Sua Parola. Dunque, pregate! La preghiera è la vostra più pura identità ed è la preghiera che è l’attività principale della vostra Comunità.  

Pregare è la missione che lo Spirito Santo vi affida. Ecco dunque la preghiera del salmista che si fa canto di lode. Ma cos’è la preghiera? Nessuno può veramente rispondere in modo esaustivo, ma ciascuno può dare una risposta legata alla propria vita. Molti santi possono condividere con noi la loro esperienza di Dio. Una definizione alla luce dei maestri dello spirito può essere questa: preghiera è esperienza di Dio, che trasforma la conoscenza in vita, che fa diventare la vita un’esistenza divina. Infatti la nostra preghiera ci fa diventare una cosa sola con Gesù. 

 

È come per gli sposi: “I due diventeranno una sola carne”, dice Dio in Genesi. E la preghiera ci fa una cosa sola con Dio, inseparabili, inscindibili, perché è relazione con Lui e l’uomo è fatto per la relazione. In Genesi Dio dice anche: “Non è bene che l’uomo sia solo”. È un’espressione di grande delicatezza del Creatore nei confronti dell’uomo, il quale ha bisogno d’imparare ad amare per vivere. Chi non ama, infatti, non vive. E così Dio dona la donna all’uomo, perché possa amare. Giovanni Paolo II diceva: “L’uomo non può vivere senza amore”. 

Molti santi hanno definito così la preghiera: Lui mi ama ed io Lo amo. C’è tutto in questa frase. E Dio cerca il nostro amore per Lui. Dio è sempre alla ricerca di ciascuno di noi. Rispondere a questa ricerca di Dio è pregare! Tutto di noi deve diventare uno con Lui, questo è ciò che dobbiamo chiederGli, quando parliamo con Lui. Ciò però richiede coraggio. 

 

La preghiera è il respiro dell’anima, diceva Giovanni XXIII e quindi non si può interrompere, poiché essa ci mette continuamente alla presenza di Dio. Così come i battiti del cuore, essa ci accompagna. “Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di me!” Era questa la preghiera dei Padri del deserto… 

La mistica Adrienne von Speyer diceva che l’uomo, quando prega, non vede il suo Interlocutore (Dio!), ma, a parte questo, se la sua è immiserita e snocciolata come vuote parole, tanto per farlo, questa persona non viene ascoltata da Dio. Infatti parla, sente il suono delle sue parole, ma non pensa veramente a quello che dice. Se invece una persona è credente e prega con il cuore, la sua parola viene intesa da Dio ed ha una sua efficacia. Quindi, da un lato ci sono i parolai, che ascoltano solo loro stessi e dall’altro c’è la vera preghiera, quella che entra in dialogo con Dio. “Io conosco quelli che ho scelto”, dice Gesù. E anche noi conosciamo la Sua voce. Voi della Comunità Gesù Risorto siete stati scelti per il carisma della preghiera. La vostra preghiera è la preghiera della Chiesa ed io, come vescovo, mi sento al sicuro con voi, perché voi siete la preghiera della Chiesa. La vostra è la preghiera di coloro che si riuniscono nel Nome di Gesù, perché Egli, dove due o più di due si radunano nel Suo Nome, è in mezzo a loro! 

E ciò accade in modo particolare quando celebriamo l’Eucarestia. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci spiega molto bene cos’è l’Eucarestia, la Messa, che possiede un’insondabile ricchezza. Essa si esprime in vari aspetti: Eucarestia significa “rendimento di grazie” a Dio. Inoltre essa è celebrata in un’assemblea di fedeli che sono espressione visibile della Chiesa intera celebrante il mistero di Cristo. Essa è perciò un’assemblea eucaristica. E ancora, l’Eucarestia è comunione, perché, mediante il sacramento eucaristico, ci uniamo a Cristo, che con il Suo Corpo ed il Suo Sangue ci rende tutti un solo corpo con Lui. E poi l’Eucarestia è la Santa Messa, perché essa si conclude con l’invio in missione (Missio, in latino) dei fedeli, a compiere la volontà di Dio nella loro vita e ad annunciare a tutti che Cristo è risorto. L’Eucarestia è memoriale della passione e resurrezione di Gesù: celebrare l’Eucarestia, rende attuale la Pasqua del Signore. Da ultimo, l’Eucarestia è convito, è mensa che ci ricorda il sacrificio di Cristo per noi e ci offre il banchetto del Suo Corpo e del Suo Sangue, cui tutti siamo invitati. 

 

Cari fratelli, “di generazione in generazione farò conoscere a tutti la Tua fedeltà”, abbiamo cantato nel Salmo. Ecco che la vostra missione è proprio questa. Dunque, andate e testimoniate Gesù Risorto a tutti. Annunciate che la resurrezione di Cristo è quella di una Persona Divina e non è un concetto astratto. È quella di Gesù Cristo Signore, che muore e risorge per noi. È urgente gridarlo a tutti. Il vostro carisma è quanto mai attuale. Vi ringrazio per quello che farete. Andate e testimoniate che Gesù è vivo, che vive in mezzo a noi, in mezzo agli uomini di tutto il mondo.” 

Myriam Ramella Cascioli