Preghiera del 3 maggio
E così siamo arrivati all’ultimo giorno del nostro convegno. Davvero un peccato! Quando stai per quattro giorni con il Signore e con i fratelli, vorresti che eventi come questo non finissero mai… ma bisogna scendere dal monte, come accadde a Pietro, Giacomo e Giovanni, che avevano assistito sul Tabor alla trasfigurazione del Signore e stavano così bene che ad un certo punto, vedendo Gesù che conversava con Mosè ed Elia, Gli dicono: “Facciamo tre capanne, Signore, una per te, una per Mosè ed una per Elia”… Non avevano pensato a se stessi, ma a Gesù, Mosè ed Elia!
Grazie, Signore. Sappiamo che l’esperienza di amore, di pace, di gioia ed unità la porteremo con noi al nostro ritorno a casa. Inizia la preghiera con il canto di questo convegno: “Vieni, Gesù, resta con noi Signore! Abbiam bisogno del Tuo amore. Vieni, Gesù, … crediamo in Te, Gesù…perché dove o tre sono riuniti nel Tuo nome, ci sei Tu… Il nostro cuore si apre a Te”.E con grida di giubilo cominciamo a lodare il Signore per tutti i Suoi benefici. Anche stamattina vogliamo cantare il Suo amore e annunciarcelo gli uni agli altri.
È Dio che vince nella nostra vita. È Dio che ci manda a proclamare ai quattro angoli del mondo il Suo Nome che salva. È Cristo che ha sconfitto il peccato, il Male e la morte con il Suo Corpo ed il Suo Sangue dato per noi. È Lui che ci manda a combattere con le armi dell’amore e del Vangelo contro le tenebre che Lo rifiutano e vogliono soffocare l’umanità: “Innalzate le bandiere d’amor, alleluja! Suonate le trombe di guerra, alleluja! Cristo ha già vinto per noi. Gerico cadrà!”
Lode, lode, lode, a Te, infinito Signore! Luce, luce, luce dello Spirito Santo che sei forza nei cuori e vinci le paure, vinci ora la morte ed il peccato, vieni! Balsamo di vita, che guarisci le ferite più profonde e dolorose dell’anima, noi Ti invochiamo con una potente lode nelle lingue. Come un’offerta gradita, ci offriamo a Dio in sacrificio di lode. Offriamo ciò che siamo, la nostra esistenza, la nostra realtà, per poter appartenerGli tutti, con ogni atomo del nostro essere.
Il Signore sta conducendo ciascuno di noi nel Suo giardino, come lo Sposo fa con la sposa. Ci porta nel posto più bello e nascosto, dove Lui vuole parlare al nostro cuore. Vuole parlarci di Lui, del Padre, di Maria, del Cielo… ed il nostro cuore esulterà. Gesù vuole farci uscire dalle tenebre e dall’ombra di morte, spezzando le nostre catene, per poi mostrarci un amore sponsale. Per questo ci invia il Salmo 107, dove dal versetto 8 al versetto 15, Dio ci fa una vera e propria dichiarazione d’amore. Come lo sposo mette al dito l’anello al dito della sposa e la sposa al dito dello sposo, così il Signore sta facendo con noi. Ma il Suo è un amore eterno, che non finirà mai! Il Signore ci sta consacrando, ci sta sposando per l’eternità, con un vincolo inscindibile e splendente. È il giorno delle nozze.
E ognuno di noi ora celebrerà il suo matrimonio col Signore. Sarà un matrimonio del cuore, mentre Egli ha già preparato una fede nuziale spirituale e d’alleanza perenne con Lui. “Spirito d’amore, Tu sei qui, onnipotente, onnipresente. Spirito di Dio, vieni, vieni, alita su di noi! Lode e gloria, gloria, gloria…”. Ci sono guarigioni in atto, ci sono atti di donazione completa a Lui che stanno avvenendo. Ci sono persone che Gesù sta chiamando con una forza irresistibile, attirandole a Lui con vincoli d’amore e di bontà, nell’insondabile profondità del cuore. Molte coppie si stanno riconciliando ed altre ripromettendosi amore, come quel giorno sull’altare. Altri fratelli si stanno chiedendo perdono, perché non puoi sposarti, se non sei riconciliato con il tuo prossimo. Non puoi appartenere tutto a Gesù, se non sei tu stesso disposto ad essere un tempio vivente dell’amore stesso di Dio.
“È scritto nei cieli questo momento”, gridano dall’animazione. “È un momento stabilito dall’eternità ed Io ti do la vita in questo momento. Vivi e sii felice.” È un momento d’amore e di comunione con Lui, con lo Sposo. Tu ti sei ricordato di ognuno di noi, Signore, e ci inviti a non mollare, ad andare avanti con la Tua forza. Che bello sapere che Dio è con noi, col il Suo braccio forte che può tutto e che al contempo è come una carezza d’amore per la nostra anima. Il canto in lingue, mai cessato sin dall’inizio della preghiera, continua a sostenerla, mentre la misericordia di Dio agisce e guarisce. L’amore sta vincendo. Il Signore ci ha chiamato a cantarlo e, per farlo, bisogna viverlo, bisogna praticarlo. In questi giorni l’amore ci ha riempiti e molti, che sono arrivati qui stanchi e sfiduciati, stanno ora acquistando nuove forze d’amore. È così che poi, fuori di qui, tornati alle nostre case ed ai nostri luoghi, potremo cantarlo, potremo annunciarlo a quanti aspettano di vivere e di uscire dal sepolcro in cui sono rinchiusi.
Ti amo, fratello mio. Ricevi l’amore di Dio e torna alla vita! Questo è il messaggio che Gesù ci affida. Intanto facciamo alleanza con Lui, perché le tenebre non vincano più nella nostra vita! I responsabili passano nella tenda a pregare per i fratelli più bisognosi, come atto d’amore e segno tangibile dell’amore stesso di Dio. È un momento di unione anche tra i delegati, i pastorali ed i membri delle numerosissime comunità parrocchiali che sono qui presenti. Se vuoi vivere, perdona, fai un gesto. Un sorriso a volte può valere la vita eterna! Un abbraccio può essere la tua caparra di salvezza… Ci sono tanti rapporti interrotti che il Signore vuole risanare, perché Lui ama la comunione, perché Lui ha dato Sé stesso per tutti noi, nessuno escluso.
Vivere la vita eterna già da adesso è far vincere l’amore. “Io ti amo per il sangue che Gesù ha versato per noi. Io ti amo perché sei fratello mio…”, dice un bellissimo canto che stiamo ascoltando. “L’amore non ricorda mai le offese… ma solo tutto il buono…amatevi come Io ho amato voi. … Io ti amo perché la tua vita è la mia…Non lasciare la mia mano, perché senza te mi sentirei perduto…Io ti amo perché sei fratello mio”. Amarsi in Cristo non è un amore qualunque, non è un amore terreno. È l’amore vero. È l’unico amore che dura per l’eternità. È l’unico per cui vale la pena di vivere ed anche di morire, perché dal sacrificio nasce sempre la vita.
C’è una grande potenza di preghiera e…di abbraccio tutto intorno a noi. Siamo avvolti dall’amore di Dio e Gesù sta operando. Vuoi la felicità, fratello? Allora non sfuggire a questo abbraccio di perdono, di comprensione e di riconciliazione. Accettalo e dallo anche tu. Non perdere l’occasione per ritrovare quel cuore puro che avevi da bambino, quella leggerezza che ti faceva sorridere anche quando non avevi niente, ma sentivi scorrere in te la vita ed avevi voglia di correre e saltare per il solo fatto che esistevi. Be’, l’amore di Dio fa questo effetto. Ti fa volare, ti dà una veste bianca, simbolo di una nuova vita, di una seconda possibilità che puoi ancora sfruttare. Non è tutto perduto. “Ti ho attirato a me con legami di bontà… vivi, figlio mio. Vivi, tu che ti credevi ormai morto!”, ci dice Gesù. Dio è amore.
Dio sta ora guarendo quanti qui presenti sono stati abbandonati da piccoli e si sono sentiti persi e rifiutati, che hanno sofferto quando i genitori si sono separati. Dio sta risanando anche alcuni fratelli e sorelle che sono stati traditi dal marito o dalla moglie. “Io ti amo, figlio mio, figlia mia. Non sei solo, non sei sola. Perdona e vieni al mio amore”, dice Gesù. Dio è amore. Se tu, fratello, anche tu che leggi queste righe, e in questo momento non ce la fai a dirlo, a dire che Dio è amore, lo diciamo noi per te. Lo dice la Comunità Gesù Risorto, mettendo fede, tutta la fede e tutti noi stessi in queste parole. Dio è amore e vince il rancore, l’odio, la solitudine e la morte. Dio è più grande del tuo dolore, per quanto profondo sia. Dio è amore ed il Suo amore vince le maledizioni, spezza ogni catena….
Questa preghiera è proprio il compimento della profezia che ha dato il titolo al nostro convegno: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20). E concludiamo con un’esplosione di lode e di riconoscenza cantando il canto: “Perché Tu sei glorioso”. Quale esultanza potrebbe essere più grande nel Signore se non quella di riconoscere la Sua gloria? Canteremo al Signore per sempre, la Sua destra è poderosa. Ha gettato nel mare i nostri persecutori, ovvero persone e situazioni d’ogni genere, che ogni giorno per anni hanno reso miserabile la nostra vita, affinché non conoscessimo l’amore di Dio e dunque la salvezza! Ha gettato nel mare i carri del faraone e tutti i suoi cavalieri, che sono tutti gli ostacoli che ci impedivano di avere un cuore libero e pieno di vita… Mio padre è Dio ed io lo voglio esaltare!! Amen, alleluja!
Sì, il convegno è finito, ma la Grazia continua!
Omelia di S. E. Rev.ma Mons. José Camilo Arbelaez Montoya Vescovo della Diocesi di Velez (Colombia)
La Santa Messa è stata celebrata da Mons. Arbelaez Montoya insieme a numerosi sacerdoti. Nell’omelia Mons. Camilo ci ha detto: “Oggi abbiamo sentito in Atti 6 un fatto accaduto alla Chiesa primitiva, che ci fa riflettere. La Chiesa crebbe subito velocissima. Al primo discorso di Pietro si convertirono tremila persone, al secondo se ne convertirono cinquemila. Con questi numeri gli Apostoli avevano bisogno di aiuto. E così ebbero la buona idea di nominare i diaconi, per i quali servivano alcuni requisiti: essere uomini di buona reputazione, essere pieni di spirito santo ed essere saggi. E noi possediamo queste qualità?
Con l’istituzione dei diaconi gli Apostoli potevano dedicarsi interamente alla preghiera ed all’evangelizzazione. Essi ci insegnano che non si può solo lavorare per il Regno di Dio. Bisogna anche pregare. Chi non prega non si salva!
Gesù dice tante cose di Sé nel Vangelo. Dice che Lui è la Porta, che è la luce del mondo e molto altro. Nel Vangelo di oggi Egli proclama di essere Via, Verità e Vita. Davvero Egli è la nostra vita, la nostra verità e la nostra via! È un rapporto d’amore con Lui la nostra esistenza. Gesù ci fa percorrere un cammino di santità con Lui. In questi giorni abbiamo sentito il Suo amore e la Sua presenza anche più fortemente. Il Signore ci insegna il cammino e poi lo percorre insieme a noi. Ognuno dei fratelli qui presenti potrebbe raccontare la sua storia ed il suo percorso con Lui…
Oggi il brano del Vangelo è iniziato con le parole: “Non abbiate paura!” E infatti il Signore non ci ha dato uno spirito di timore, ma di forza e di saggezza e noi dobbiamo essere sicuri che Lui ci accompagna così nella vita, con la Sua forza ed il Suo amore, perché non abbiamo mai paura.
Tre mesi fa ho vissuto la mia consacrazione episcopale, ma io, in realtà, non pensavo proprio che sarei diventato vescovo. Dopo trent’anni di sacerdozio e moltissimi anni che ero parroco, pensavo piuttosto che avrei avuto ancora un’altra parrocchia prima della mia pensione a 75 anni, sebbene con il Signore non si vada mai in pensione e ci sia sempre da lavorare a qualunque età. Eppure sono diventato vescovo, certo non per i miei meriti, ma per la Sua misericordia. Che dono grande è diventare successore degli Apostoli! All’inizio avevo un po’ di timore, ma, quando il nunzio apostolico mi ha chiesto se accettassi la nomina, ho risposto subito sì. Il Signore mi chiamava a questo nuovo compito e mi sarebbe stato accanto, mi avrebbe aiutato, come sempre ha fatto.
La mia diocesi ha 200 mila abitanti, con 33 parrocchie e 36 sacerdoti. Gli abitanti sono in prevalenza contadini. È la diocesi di Velez, una diocesi povera, dove c’è tanto da fare e molte sono le necessità. Vi chiedo di pregare per me e per la mia missione. Quest’anno, inoltre, intendo parlare con il CIS, per programmare una nuova missione della Comunità proprio nella mia diocesi. Grazie di cuore e viva Gesù!
Myriam Ramella Cascioli
