INTERVENTO CARDINAL VICARIO Baldassare REINA 6 GIUGNO 2026
Prima di procedere alla benedizione del luogo di sepoltura del Servo di Dio Giampaolo Mollo il Cardinal Vicario ha ricordato che il momento della traslazione delle spoglie mortali, della loro ricognizione canonica e della nuova sepoltura sono il segno di rigore ed autenticità della Chiesa e si inseriscono nel cammino della causa di beatificazione e canonizzazione, attualmente in corso presso il Dicastero delle Cause dei Santi, pur non anticipando in alcun modo il giudizio della Chiesa sull’ esito della causa. Ha ricordato brevemente la sua vita destando molta commozione nei presenti, molti dei quali lo conobbero personalmente ed ebbero modo di apprezzarne le qualità umane e spirituali. “Giampaolo Mollo nasce a Roma il 5.11.1941 in una famiglia presto segnata dalla prova; la perdita del padre, ancora bambino, incide profondamente nel suo cuore contribuendo a formare un carattere forte, riservato e tendenzialmente inquieto.
Dopo gli studi intraprende la vita lavorativa nel settore bancario e nel 1966 si sposa con Anna Liberace, dando vita ad una famiglia che, tra gioie e dolori, tra cui la perdita del primo figlio, si apre progressivamente alla fede. Nascono Sabrina e Francesco e la casa dei Mollo diventa lentamente un luogo in cui la grazia comincia ad operare con maggiore evidenza. Il momento decisivo appare nel 1976 nella Parrocchia dell’Assunzione, dove ci troviamo, attraverso l’esperienza della preghiera: Giampaolo vive un momento di profonda conversione un incontro reale e trasformante con l’amore di Dio che segna un clima nuovo nella sua vita. Questa esperienza si approfondisce anche durante un incontro nella Parrocchia Madonna de la Salette … vive una esperienza spirituale intensa percependo in modo nuovo l’amore di Cristo e valutando il legame filiale con la Vergine Maria che accompagnerà tutto il suo cammino. Non è privo di significato che oggi i resti mortali vengano tumulati presso la chiesa dell’Assunzione luogo nel quale ebbe inizio il suo cammino di conversione e di vocazione; è come un ritorno alle origini, alla grazia ricevuta in questo luogo, alla consegna definitiva della sua vita nelle mani della Chiesa.
Negli anni successivi Giampaolo cresce nella vita di fede e di servizio; matura la vocazione al diaconato permanente che accoglie su invito del Cardinal Ugo Poletti, ricevendo l’ordinazione nel 1986 nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Il suo ministero si inserisce pienamente nella vita familiare mostrando una sintesi feconda tra matrimonio e servizio ecclesiale. Nell’ambito del Rinnovamento Carismatico è tra i fondatori della Comunità Gesù Risorto dedicandosi con generosità alla evangelizzazione e alla formazione. Nel 1991 l’insorgere della malattia segna una nuova fase della sua vita; la sofferenza viene accolta e trasformata in offerta. Continua a testimoniare la fede, a sostenere i fratelli e vivere nella preghiera e nell’abbandono a Dio. L’1 settembre 1998 rende l’anima a Dio lasciando una memoria viva nella sua famiglia, nella CGR e in numerosi fratelli che continuano ad invocare la sua intercessione.
Nel compiere oggi la ricognizione canonica, la Chiesa si pone in posizione di rispetto e discernimento: è necessario ribadire che in questa fase della causa non è lecito attribuire al Servo di Dio un culto pubblico; la devozione che può sorgere intorno alla sua figura resta di carattere privato, affidato alla preghiera personale dei fedeli.
Tuttavia proprio nella sobrietà di questo momento l’evento ha un significato profondo. La ricognizione canonica e la tumulazione dei resti mortali sono un gesto di memoria grata e di responsabilità ecclesiale: memoria di una vita donata e responsabilità nel custodirne l’autenticità nella fedeltà alla verità. Nel Servo di Dio Giampaolo Mollo continuiamo a riconoscere una testimonianza attuale, una santità vissuta nella famiglia, nel servizio ecclesiale, nella preghiera, nella sofferenza, una santità concreta e silenziosa ma profondamente feconda per la Chiesa. In questo momento così carico di significato, la Chiesa di Roma, nella mia persona, accoglie con rispetto la memoria del Servo di Dio e la affida al giudizio sapiente della Chiesa Universale. Noi non anticipiamo ciò che spetta al giudizio ecclesiale ma custodiamo con fede ciò che già il Signore ha operato. Il luogo in cui oggi accogliamo i suoi resti mortali diventi per tutti noi un invito a tornare alle sorgenti della fede, lasciandoci raggiungere dalla grazia, riscoprire la bellezza di una vita donata a Dio nella semplicità del quotidiano. Affidiamo il Servo di Dio Giampaolo Mollo alla misericordia del Padre e affidiamo noi stessi alla sua testimonianza perché sappiamo riconoscere anche nel nostro tempo le vie concrete della santità. La Vergine Maria, sotto il cui sguardo è nata la sua vocazione e sotto la cui protezione oggi riposa, accompagni il cammino della Chiesa e sostenga il nostro desiderio di vivere pienamente il Vangelo. Con questi sentimenti ringraziamo il Signore e preghiamo perché porti a compimento l’opera che ha iniziato”.
Giampaolo Mollo, Servo di Dio, padre di famiglia e Diacono…
leggo con commozione queste dieci parole scolpite sulla lastra marmorea che ricopre le spoglie mortali del nostro amato fratello e cofondatore della Comunità Gesù Risorto tornato, oggi, 6 giugno 2026, nella sua Parrocchia dell’Assunzione di Maria Santissima a Roma e sepolto proprio nel luogo dove ebbe la sua personale chiamata e conversione nel 1976!
L’emozione che provo è tanta: inevitabilmente torno indietro negli anni, quando come pastorale, lo accogliemmo da neofita, insieme alla sua giovane famiglia. Giampaolo, assetato di Dio, nel tempo ha saputo dire il suo sì al Signore, camminando con coerenza sulla via della santità anche attraverso il servizio diaconale… Lui non è stato un uomo qualsiasi per noi, era un fratello premuroso, un amico gentile, un innamorato di Gesù che ci ha insegnato che anche la via della croce porta frutti.
Quando nacque al Cielo il suo ricordo non morì con lui, ma anzi si perpetuò e si trasmise anche a coloro che non lo avevano conosciuto, fino ad arrivare ad oggi… la Chiesa ci ha fatto il dono di questa sepoltura privilegiata, aperta al culto privato, perché egli sia di nuovo vicino a noi, proprio nella Parrocchia ove per tanti anni insieme abbiamo molto lavorato per il Signore, portando avanti il progetto dello Spirito Santo nel Rinnovamento Carismatico Cattolico nelle Parrocchie, perché tutti potessero usufruire di questa grazia che non potevamo tenere solo per noi… Giampaolo ha lasciato scritto: “Noi con la forza dello Spirito, dobbiamo dare la nostra vita, diventare eucarestia donandoci a tutti” per ricordarci che, per essere veri discepoli, occorre farsi pane e offrire la nostra vita per Gesù nel servizio al quale ci ha chiamati nella CGR. Il suo esempio ci sproni e ci indichi la via della santità cui tutti siamo chiamati come un’unica famiglia.
Bentornato a casa Giampaolo!
Maria Pasquarelli






