​Incontro Interdiocesano Napoli e Sessa Aurunca

Quale gioia nel sentirmi dire: “Ce ne andremo alla casa del Signore”! Con queste parole del Salmo 121 si è aperto il nostro Incontro Interdiocesano di Napoli e Sessa Aurunca, tenutosi il 17 ottobre nella Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio di Capodimonte, a Napoli, a cui erano presenti circa 300 fratelli.

Il Signore ci stava aspettando per dirci: «Non temere, sei nel posto giusto». Egli ci ha invitato a consegnargli le paure, le fatiche e i problemi che soffocano i nostri giorni, rendendo pesante il nostro cuore. Era lì per noi, pronto a liberarci, sollevarci e amarci, chiedendo soltanto di abbandonarci a Lui con profonda fiducia. Attraverso il passo profetico suscitato in preghiera (cfr. Sal 18,29-34), il Signore ci ha ricordato che è nostro scudo e nostra rupe, e che ci protegge e ci rinvigorisce. L’assemblea è stata così sollecitata a lasciar agire lo Spirito e a proclamare con fermezza: «Io scelgo Te, Signore», con la certezza assoluta che, insieme a Gesù, voleremo su ali d’aquila e nulla potrà colpirci.

È giunto poi l’invito a consacrarci a Lui come la sposa allo sposo, affinché Egli possa toglierci le vesti del lutto e rivestirci con abiti di festa. Sotto le note del canto “Mi arrendo al tuo amore”, le ultime barriere umane sono cadute e i timori si sono diradati davanti alla luce immensa del Signore. I nostri cuori si sono aperti e abbiamo chiesto di essere guariti: «Se solo potessi toccare il tuo mantello, io guarirei». Da questo profondo atto di fede, sgorgato dall’anima, il Signore ha compiuto la sua opera elargendo liberazioni e guarigioni, donando una nuova forza di amore infinito. L’assemblea tutta, con gli occhi lucidi e colmi di gioia, ha infine innalzato il suo canto: «Osanna a te, Signore, che sei il solo Dio nel cielo e sulla terra».

​L’incontro si è concluso con la celebrazione della Santa Messa presieduta da don Carmine Caponetto, uno dei Vicari episcopali di Napoli, nella quale la Parola di Dio ha ricordato a tutti i fedeli l’importanza di dare a Lui ciò che gli appartiene totalmente: il nostro cuore e la nostra vita. Gesù ci invita a non dividere l’esistenza tra doveri terreni e fede, ma ad abitare il mondo con responsabilità, riconoscendo che la sovranità suprema spetta unicamente al Signore. Solo consegnando a Lui ogni speranza e carità possiamo vivere una libertà autentica, capaci di testimoniare la sua verità con forza e convinzione.

Sonia Alfano